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Se sulla corona funebre c’è il tuo nome. Intimidazioni in Macedonia

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La crisi politica in Macedonia rende sempre più pericoloso il lavoro di quei giornalisti macedoni che si esprimono in modo critico nei confronti del VMRO-DPMNE (Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone – Partito Democratico per l’Unità Nazionale Macedone) e del suo leader, Nikola Gruevski. Così riporta Tanja Milevska, corrispondente europeo di CPJ e giornalista freelance belgo-macedone.
Gli attriti tra il partito di governo e i media vanno avanti fin dal 2006, quando il VMRO-DPMNE ha cominciato a dominare la scena politica in Macedonia, ma le tensioni hanno raggiunto un picco nelle ultime settimane dopo che Gruevski – in un’intervista con il quotidiano Republika – ha accusato i media di essersi venduti agli interessi del finanziere George Soros.

Il partito di opposizione, l’Unione Socialdemocratiaca, ha sostenuto che i servizi segreti avrebbero sorvegliato più di 20.000 macedoni. Questa accusa ha portato a proteste di massa dopo che il partito di governo ha tentato di fermare un’indagine al riguardo. In questo contesto, i leader e i sostenitori del VMRO-DPMNE hanno attaccato tutti coloro che consideravano nemici, tra cui giornalisti e i media considerati di opposizione.

Borjan Jovanovski

Alcuni giornalisti indipendenti sono stati aggrediti o minacciati. Borjan Jovanovski, fondatore del sito indipendente Nova TV, è uno dei giornalisti che dice di essere stato minacciato nelle ultime settimane. Ha aumentato la sicurezza della sua famiglia dopo che il 2 marzo scorso un ragazzo lo ha minacciato in un ristorante della capitale Skopje. Jovanovski, che è anche un ex direttore dell’emittente privata A1 TV, era già stato minacciato in precedenza: in un’occasione aveva ricevuto una corona funebre con il suo nome.

In un altro caso simile tre ragazzi sono andati a casa dell’editorialista Branko Trickovski, e lo hanno chiamato traditore. «L’atmosfera è difficile da sopportare» ha detto Trickovski. Le storie per infamare gli oppositori di governo sono quotidiane e si diffondono sui media e sui social pro-governo. «Alcune auto sono state danneggiate – ha aggiunto Trickovski – hanno inviato corone funebri, dei ragazzini si sono presentati sotto casa, e le risorse finanziarie sono state ridotte». Lui stesso è stato oggetto di storie infamanti e sua moglie è regolarmente molestata.
Vladimir Zelceski, un giornalista del sito di informazione di opposizione A1on e il fotografo Aleksandar Todevski, sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati picchiati a un raduno del VMRP-DPMNE e le loro attrezzature sono state danneggiate. Una persona è stata accusata dell’aggressione, ha spiegato Predrag Petrovic, redattore di A1on.

Nikola Gruevski, leader del partito conservatore VMRO-DPMNE

«Le aggressioni contro i giornalisti sono iniziate dopo che Nikola Gruevski ha chiesto apertamente di “regolare i conti” con i traditori» ha detto Petrovic. Nell’intervista a Republika Gruevski aveva affermato che i media supportati da organizzazioni internazionali, tra cui la Fondazione Open Society, hanno un programma politico.
Ivo Kotevski, portavoce di VMRO-DPMNE, ha negato che il partito stia incoraggiando i suoi sostenitori a aggredire la stampa e ha ribattuo: «l’Unione Socialdemocratica dell’Ossezia (SDSM), il suo leader Zoran Zaev e i media di opposizione ci stanno accusando di tutto, ma ciò mostra solo la loro disperazione, la loro mancanza di idee e la paura di non essere in grado di svolgere i compiti che gli sono stati dati», ha detto Kotevski.

Secondo Petrovic il clima in cui vivono i giornalisti è una conseguenza di come il partito di governo tenti di controllare la stampa: «Da dieci anni il governo sta prendendo il pieno controllo dei media attraverso uomini d’affari o pubblicità pagate dal governo. I giornalisti con cui ho parlato hanno detto che la distribuzione irregolare dei finanziamenti li ha lasciati emarginati. La Macedonia, paese candidato all’UE, è stata criticata per questa pratica nei rapporti annuali della Commissione europea».

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