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Santo Della Volpe: la missione di informare

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Santo Della VolpeUna vita spesa per fare del giornalismo un esercizio di democrazia: Santo Della Volpe è morto ieri all’età di 60 anni, in seguito a una malattia.
Giornalista serio e appassionato, aveva iniziato con la cronaca sulla carta stampata, in radio e tv locali, per passare poi in Rai, come inviato del Tg3.
Da poco nominato presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, amici e colleghi ricordano il suo impegno sociale e professionale e la sua determinazione nel difendere la libertà di informazione da ogni tipo di attacco, offesa e manipolazione.
La sua scomparsa suggerisce una riflessione sul compito di informare di cui ogni giornalista deve aver cura: l’invito è a prendere il suo testimone nelle battaglie per la libertà di espressione, contro la precarietà nell’informazione, sul tema della diffamazione. Della Volpe ha dedicato il suo tempo e le sue energie a combattere le ingiustizie e ogni censura, lottando contro chi obbliga a tacere, richiamando il valore della legalità.
È noto il suo impegno contro le morti sul lavoro, di cui i resoconti dei processi per l’amianto di Casale Monferrato, Monfalcone, Taranto, Marghera rappresentano solo una delle testimonianze più recenti. Ha raccontato le lotte degli operai Fiat e le condizioni di lavoro nelle fabbriche, oltre alle guerre e alle stragi.
Era convinto, infatti, della necessità di comprendere la solidarietà nella professione giornalistica, per dimostrare attenzione alle categorie più deboli e indifese, alle periferie dimenticate, ai temi trascurati.
Una firma di prestigio, “un pilastro del giornalismo” come lo ha definito l’Usigrai, che amava però esporsi in prima fila e affrontare le sfide a testa alta, sempre proiettato verso progetti futuri e nuove conquiste. Cofondatore di Articolo 21, associazione che riunisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura e dello spettacolo che, come lui, si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero, e direttore di LiberaInformazione, il suo lavoro resta utile traccia per l’esercizio del diritto ad informare e anche per quello dei cittadini a essere bene informati.

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