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RSF, nasce il Forum sull’informazione e la democrazia

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Undici organizzazioni della società civile hanno dato vita al Forum sull’informazione e la democrazia, istituita a margine del Forum sulla Pace di Parigi con lo scopo di fare pressioni e vigilare affinché venga regolamentato lo spazio di informazione e comunicazione da parte di governi e industria dei media. L’associazione avrà sede a Parigi e applicherà i principi del Partenariato internazionale sull’informazione e la democrazia, un accordo intergovernativo approvato da 31 Stati ai margini dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del settembre scorso. L’iniziativa è stata lanciata da Reporter senza frontiere nel settembre 2018, quando è stata creata la Commissione internazionale per l’informazione e la democrazia, composta da 25 personalità di spicco di 18 diverse nazionalità.

La prima assemblea generale del Forum sull’informazione e la democrazia si è tenuta nei giorni scorsi presso la sede di Reporter senza frontiere a Parigi. I membri fondatori sono ONG, think tank, iniziative multi-stakeholder e centri di ricerca: CIGI (Canada), CIVICUS (Sudafrica), Digital Rights Foundation (Pakistan), Free Press Unlimited (Paesi Bassi), Human Rights Center presso la UC Berkeley School of Law, University of California (Stati Uniti), Institute for Strategic Dialogue (Regno Unito), OBSERVACOM (Uruguay), Open Government Partnership, Peace Research Institute Oslo (Norvegia), Reporter senza frontiere / RSF (Francia) e ricerca ICT Africa (Sudafrica).

L’idea del Forum è stata accolta favorevolmente anche dal presidente francese Emmanuel Macron che ha citato «il partenariato per l’informazione e la democrazia, lanciato da Reporter senza frontiere e sostenuto dai governi» per illustrare «l’importanza di queste nuove forme di cooperazione», «un esempio concreto di innovazioni che offrono ai diversi attori la possibilità di andare avanti insieme». Cosa farà, in concreto, il Forum? Valuterà i mezzi e le norme dell’informazione e comunicazione a livello globale, si occuperà di far rispettare i principi basilari in materia di informazione e democrazia da parte delle piattaforme online e, soprattutto, si confronterà con i governi e l’industria dei media su come dovrebbero evolversi le norme che governano questi spazi. Infine, incoraggerà meccanismi di autoregolamentazione e promuoverà la funzione sociale del giornalismo.

Si tratta di compiti ambiziosi, ma necessari ad affrontare le nuove sfide sollevate dalla tecnologia e per le quali spesso la legislazione esistente non è ancora pronta. Un lavoro importante, quello che RSF ha deciso di affrontare con gli antri enti che fanno parte del Forum, per aumentare la qualità dell’informazione e per vigilare sul rispetto delle regole. In un contesto internazionale molto fluido, con enormi differenze normative tra un paese e l’altro è necessario che anche gli organi di controllo siano adeguati e pronti a vigilare sul rispetto delle regole e della libertà di espressione.

Il presidente della Lettonia Egils Levits, il ministro degli affari esteri della Lituania Linas Linkevičius, il cancelliere dell’Accademia diplomatica nazionale della Corea del Sud, Kim Joon Hyung, e il direttore della governance democratica del Consiglio d’Europa, Claudia Luciani, hanno sottolineato l’importanza di questa partnership. Alcuni membri fondatori, tra cui il CEO dell’Institute for Strategic Dialogue, Sasha Havlicek, il direttore esecutivo dell’Istituto di ricerca sulla pace di Oslo, Henrik Urdal e il capo dell’ufficio di Ginevra del CIVICUS, Susan Wilding hanno a loro volta ribadito come fosse necessario creare questa nuova organizzazione. Infine, anche Christophe Deloire e Shirin Ebadi, i copresidenti della Commissione internazionale per l’informazione e la democrazia e altri tre membri della Commissione, Can Dündar, Hauwa Ibrahim e Nighat Dad, hanno delineato la logica generale dell’iniziativa e ribadito il ruolo centrale assegnato alla società civile.

Della Commissione fanno parte anche i vincitori del premio Nobel per le scienze economiche Joseph Stiglitz e Amartya Sen, il giurista francese Mireille Delmas Marty, professore onorario al Collége de France, le giornaliste Maria Ressa e Can Dündar e l’esperta di nuove tecnologie Yochai Benkler, co-direttore del Berkman Klein Center presso l’Università di Harvard. La Commissione ha redatto la Dichiarazione internazionale sull’informazione e la democrazia che ha ricevuto il sostegno di dodici capi di Stato e di governo tra cui Emmanuel Macron (Francia), Carlos Alvarado (Costa Rica), Bechir Caid Essebsi (Tunisia), Erna Solberg (Norvegia ) e Justin Trudeau (Canada). Ha inoltre ricevuto il sostegno del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, del direttore generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, e del segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland.

Tra i membri fondatori del Forum vi sono il Center for International Governance Innovation (CIGI), un think tank canadese che conduce ricerche a livello mondiale e ha una rete globale di partner e ricercatori in tutto il mondo. Il CIVICUS, un’alleanza globale di organizzazioni della società civile e individui, con sede in Sud Africa e hub a New York e Ginevra, dedicati a rafforzare l’azione dei cittadini e la società civile per un mondo più giusto, inclusivo e sostenibile. La Digital Rights Foundation (DRF), un’organizzazione non governativa pachistana. Free Press Unlimited, organizzazione di sviluppo dei media con sede nei Paesi Bassi che lavora in oltre 30 paesi e si impegna a garantire la disponibilità di notizie e informazioni imparziali, in particolare nei paesi in cui la libertà di stampa è limitata.

Ci sono anche il Centro diritti umani dell’Università della California, Berkeley, che conduce ricerche su crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; l’Institute for Strategic Dialogue; OBSERVACOM (Latin American Observatory for Regulation, Media and Convergence); Open Government Partnership (OGP); Peace Research Institute Oslo (PRIO) e Reporter senza frontiere. Non sono presenti membri italiani.

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