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Ritratti di giornalismo tunisino: Faten Barouni

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Faten Barouni
Faten Barouni

Faten Barouni sorride tranquilla sulla terrazza del bar spagnolo nella quale ci troviamo, con l’aria della persona abituata ad ascoltare. Dal 2010 lavora per la TAP (Tunis Afrique Presse), l’agenzia di stampa tunisina.
«La mia passione per il giornalismo – spiega – si è sviluppata nel corso degli anni. Ho potuto accedere a questo lavoro attraverso quella grande porta per la conoscenza che è l’Agenzia Tunis Afrique Presse, una scuola per tutti i giornalisti che rispettano questa professione, infatti la diffusione di un’informazione obiettiva, concisa, rapida è il fine ultimo della TAP».

Il pieno rispetto della libertà di stampa, l’indipendenza della linea editoriale e la priorità del pubblico servizio sono anche esplicitati nella carta dei principi che regolano il lavoro dell’Agenzia, pubblicata sul sito: “Il giornalista che lavora per l’agenzia – si legge tra le altre cose – in quanto media di servizio pubblico volto a servire la collettività senza favoritismi né discriminazioni, si impegna a rispettare i principi di precisione, professionalità, responsabilità e onestà”.

Gornalista, donna, mamma. Faten Barouni ci puoi parlare di te, del tuo lavoro? Di quali argomenti ti occupi alla TAP? E che cosa ti piace del tuo lavoro?
«Ho cominciato a lavorare alla TAP alla fine del 2010, la mia carriera è partita dal settore multimedia, dove ho potuto tradurre degli articoli dall’arabo o dal francese all’inglese, pubblicando articoli e foto. Il sito della TAP infatti è in tre lingue (arabo, francese e inglese) e ci sono varie rubriche (politica, economia, società, religione, partiti, organizzazioni, sport, cultura , internazionale…) Dopo tre anni di lavoro al settore web sono passata a integrare la redazione economico-finanziaria, qui ho davvero trovato la risposta alle mie aspirazioni. Il lavoro è appassionante, mi muovo sul campo per coprire gli avvenimenti di carattere economico nelle varie regioni del paese. Il mio lavoro mi dà una grande soddisfazione, poiché seguo l’attualità economica che si sviluppa nel Paese e questo mi ha permesso di mettere a frutto le mie conoscenze. Il lavoro al desk economico consiste sia nel coprire i temi di attualità e fare reportage in questo ambito, sia nel restare in redazione a tradurre i comunicati».

Quali sono i problemi principali per i giornalisti in Tunisia?
«Con gli avvenimenti della rivoluzione il lavoro in agenzia è cambiato completamente. I problemi legati alla mancanza di informazioni si sono attenuati e i giornalisti hanno avuto maggior accesso alle fonti: in questo modo l’informazione offerta della TAP ne ha guadagnato molto in ricchezza. Ma la strada resta ancora lunga, per arrivare allo stadio delle grandi agenzie internazionali del calibro dell’AFP o della Reuters».

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La sede della TAP, in Avenue Slimen ben Slimen a Tunisi

Ci sono differenze tra il lavoro dei giornalisti uomini e donne nella tua Agenzia? E più difficile essere giornalista per una donna? Ci sono ad esempio dei settori in cui le donne non sono presenti?
«L’agenzia TAP, all’interno dei vari settori in cui è divisa la sua redazione, conta più donne giornaliste che uomini. Detto ciò, la giornalista donna lavora molto, assicurando più delle sei ore di lavoro obbligatorio. Le donne sono presenti in tutti i settori della redazione come redattrici, segretarie di redazione, capo servizio o capo settore. Ma il posto di redattore capo è sempre coperto da un uomo, e su una decina di uomini non ci sono che due donne direttrici in redazione. Comunque, bisogna sottolineare un fatto importante e cioè che recentemente una donna giornalista è stata nominata, per la prima volta, direttrice generale a capo dell’agenzia».

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