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Al Festival di Otranto i reportage sul Mediterraneo a 360°

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(Foto di Alfredo Macchi)

Il Mediterraneo non fa notizia solo per guerre, crisi dei migranti e divisioni ma anche per storie solitamente ignote al pubblico, spesso legate al  turismo e ai fermenti di quest’area così ricca ed eterogenea. Sulla base di questo concetto, anche quest’anno Otranto ospita il Festival dei Giornalisti del Mediterraneo, che vede i giornalisti protagonisti di una decina di dibattiti pubblici, mostre e incontri con partecipanti da Libia, Giordania, Marocco, Malta, Cipro, Francia, Spagna, Algeria e Tunisia. Ne parliamo con Tommaso Forte, giornalista e ideatore della manifestazione.

Come nasce questo Festival e quali sono i suoi obiettivi?

«Il festival nasce da una scommessa e va avanti ormai da nove edizioni. Vogliamo parlare non solo di guerra ma anche di integrazione tra i popoli, turismo, marketing territoriale ed economia legata al mare e ai porti del Mediterraneo. Qui si affacciano infatti sbocchi importanti come Tangeri, Taranto, Gioia Tauro: il Festival è un palcoscenico in cui presentare reportage con un taglio diverso. Si possono trovare servizi che di solito non trovano spazio sui media tradizionali: abbiamo avuto in concorso il reportage di una giovanissima giornalista che ha incontrato una famiglia siriana, proprietaria di una biblioteca andata distrutta in Siria. Nonostante di danni, hanno recuperato i libri e riaperto la biblioteca al pubblico: questo reportage, completamente autoprodotto, è un caso di realtà nascosta su cui vorremmo fare luce. Oppure c’è il caso delle giornaliste vincitrici di questa edizione, Floriana Bulfon e Cristina Mastrandrea dell’Espresso: con un reportage sull’abuso di minori alla stazione Termini di Roma hanno scoperto un traffico immondo e il loro lavoro è servito anche a far arrestare il pedofilo».

Com’è organizzato il Festival?

Tommaso Forte, giornalista e ideatore del Festival

«Ogni anno partecipano dai 50 ai 70 giornalisti. Ogni sera ospitiamo diversi dibattiti, quattro sono dedicati alle tematiche del Mediterraneo e coinvolgono esperti di temi geopolitici e socioeconomici. Una sorta di laboratorio che unisce economica, politica e giornalismo, il tutto aperto e gratuito. È una formula vincente, perché ognuno è libero di avvicinarsi e ascoltare argomenti interessanti che non restano chiusi dentro la sala di un convegno».

Qual è il maggior risultato del Festival?

«Credo sia nata una grande rete di conoscenza tra inviati di guerra, persone che prima non si conoscevano. È anche un modo per capire meglio come parlare di queste cose: per esempio, lo scorso anno c’è stato un dibattito molto animato tra giornalisti “di destra” e “di sinistra”, ognuno di loro valorizzava cose diverse. C’era un confronto vero, dinamico. E poi i giornalisti che partecipano a questo festival vivono insieme per quattro giorni: questo è il vero spirito del festival».

 

Oltre al primo premio, vinto da Floriana Bulfon e Cristina Mastrandrea, i “premi ‘Caravella” sono stati assegnati a Shelly Kittleson (giornalista freelance, inviata di guerra e collaboratrice dell’ANSA); Francesco Confuorti (editore de ilSussidiario.net) e Sergio Luciano (Panorama). Per la sezione dedicata al terrorismo internazionale, una novità del concorso, si è evidenziata Sara Lucaroni (l’Espresso) autrice di “Rapite dall’Isis”, mentre per la sezione sulla tutela dei minori ha vinto Giuliana De Vivo (Pagina 99) con “Il ratto di Vivian”. Nella sezione marketing territorialeMichaela Namuth (Taz) con “Puglia Aperta”, premio Giuria a Paolo Fantauzzi (l’Espresso) con “I nuovi jihadisti”. I premi sono l’occasione per rileggere inchieste delicate, come ‘“Noi le madri dei terroristi” di Davide Lerner (l’Espresso), che ottiene la Medaglia di Bronzo del Presidente del Senato, mentre la Medaglia di Bronzo del Presidente della Camera dei Deputati è andata a Vincenzo Chiumarulo (ANSA) con il reportage “Ho visto amici morire”. Infine, il premio Città di Otranto sarà consegnato a Milena Fumarola (La Gazzetta del Mezzogiorno) con “Il Paese dove si va in vacanza”.

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