Home»Incontri del Caffè»Reportage dall’Iraq, la voce di chi resiste

Reportage dall’Iraq, la voce di chi resiste

0
Shares
Pinterest Google+
CI0A8903
Il tavolo delle relatrici (da sx), Maria Camilla Brunetti, Cecilia Dalla Negra, Laura Silvia Battaglia e Lucia Goracci

“Reportage dall’Iraq, dialogo con Lucia Goracci e Laura Silvia Battaglia su un paese che continua a resistere”, organizzato dal Caffè dei Giornalisti il 23 aprile 2015 a Palazzo Saluzzo Paesana, Torino.

“Fare il giornalista è un dovere, dovrebbe essere normale. Non si dovrebbe essere stimati per il semplice fatto di andare in un certo Paese per raccontarlo” – esordisce Laura Silvia Battaglia a Reportage dall’Iraq – Non c’è alcuna forma di eroismo in quello che facciamo, il vero eroismo è quello delle persone che incontriamo”.

Laura Silvia Battaglia è una giornalista freelance, documentarista, esperta di Medio Oriente, che vive tra Milano e lo Yemen. “Mi piace raccontare le persone, andare al di là della crosta dei fatti. La vita quotidiana è il termometro di quello che succede”.
Il suo libro, “Le voci del Tigri”, parla di persone in un contesto, quello iracheno, caratterizzato dalla “exit strategy”, dall’uscita dal Paese dei giornalisti e quindi dell’uscita dell’Iraq dai media mainstream.

E sul cambiamento del modo di raccontare l’Iraq parla Lucia Goracci, inviata di RaiNews24, in Rai da 20 anni, con una grande esperienza alle spalle: “Ho iniziato la mia professione quando si investiva ancora nel racconto, nella narrativa. La guerra in Iraq fu raccontata in modo esemplare. Ma oggi le scelte coraggiose dei media di allora non si stanno facendo. Non essere presenti in un Paese per raccontare che cosa sta accadendo è una scelta molto rischiosa”. E il fatto che l’Isis in un certo senso ci sia “esploso” addosso – come se non avesse avuto premesse – è conseguenza di questo silenzio mediatico su quello che è successo in questi anni in quei territori. Goracci parla di “fiato corto” dell’informazione italiana sull’estero, caratteristica tutta nostrana, come già abbiamo avuto modo di commentare.

Ci sono poi esperienze di giornalismo “dal basso”, che cercano di coprire il vuoto mediatico lasciato dai grandi media, raccontando l’Iraq, e non solo, attraverso le voci associazioni, attivisti ed esperti che nel paese vivono e operano.

“Osservatorio Iraq è nato per dare voce a chi, durante le guerre, solitamente la perde” spiega Cecilia Dalla Negra, vice direttore di Osservatorio Iraq e membro dell’associazione di volontariato internazionale “Un ponte per…”. Il progetto Osservatorio Iraq è infatti nato proprio per dare voce alla società civile, per offrire un’informazione dal basso e indipendente, costruita attraverso relazioni umane e poi professionali con associazioni, organizzazioni e movimenti della società civile che lottano nei propri Paesi per il rispetto dei diritti umani, civili e politici.
“Nell’agosto del 2014, allo scoppio dell’ennesima crisi in Iraq, abbiamo deciso di raccontare un “altro Iraq”, chiedendo agli analisti iracheni perché la ‘storia non insegna’. Ne è nata la pubblicazione “La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna”, uscita nell’autunno scorso”.

Quello di “Reportage dall’Iraq” è stato uno sguardo femminile, di giornaliste competenti che nel Paese hanno viaggiato e che continuano a raccontarlo nonostante la sua scomparsa dai media mainstream, spesso alla ricerca del “sensazionalismo”. Ma la sala di Palazzo Saluzzo Paesana piena di gente, attenta e interessata, dimostra che la voglia e il desiderio di “saperne di più” ci sono ed è importante, come hanno sottolineato anche le nostre ospiti, che di momenti come quello organizzato dal Caffè ce ne siano di più, molti di più.

Guarda i video di “Reportage dall’Iraq”

Guarda la photogallery

 

Previous post

Il coraggio della gente raccontato da Lucia Goracci

Next post

Navigando sul Tigri, uno sguardo sull'Iraq