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Project censored, a caccia di notizie nascoste

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project censored2Rendere pubbliche le notizie censurate e “nascoste” dai media mainstream, promuovere un giornalismo investigativo indipendente, un’alfabetizzazione mediatica e un pensiero critico, educare il pubblico sull’importanza di una vera libertà di stampa a sostegno della democrazia. Questi gli obiettivi di Project Censored, diretto da Mickey Huff e fondato nel 1976 da Carl Jensen alla Sonoma State University (California) come programma di ricerca sui media con un accento sullo sviluppo dell’alfabetizzazione mediatica e della capacità di pensiero critico applicato alla censura delle notizie sui media degli Stati Uniti.

Il progetto si è poi allargato al di là dell’università di Sonoma e ora collega centinaia di docenti, studenti e università negli Stati Uniti e in tutto il mondo, con l’obiettivo di individuare e ricercare ogni anno le notizie più censurate. Dalla sua fondazione, Project Censored ha formato oltre 2.500 studenti in educazione ai media.

Un pubblico informato, spiegano a Project Censored, è fondamentale per la democrazia, perché senza l’accesso alle informazioni e alle opinioni importanti, la gente non può partecipare al governo. E poi perché senza una conoscenza dei media, la gente non può valutare da sé la qualità e il senso delle notizie che riceve.

La censura mina la democrazia. A Project Censored viene quindi analizzata la copertura delle notizie per il mantenimento di una democrazia sana e funzionante: ogni anno, i college e le università che partecipano al programma Project Censored analizzano centinaia di storie da fonti indipendenti catalogandole in base al loro significato, accuratezza, qualità e copertura rispetto alle notizie mainstream. Project Censored pubblica queste storie che superano il processo di validazione come “Validated Independent News stories” (VINs), possono essere socialmente o politicamente controverse, ma ognuna è il risultato di un serio sforzo giornalistico ed è meritevole di una più ampia attenzione del pubblico.

Ne parliamo con il direttore Mickey Huff.

Il direttore di Project Censored, Mickey Huff
Il direttore di Project Censored, Mickey Huff

Cosa pensa dei risultati del vostro lavoro? Il giornalismo di oggi è migliore o peggiore di quello del passato? Pensa che il citizen journalism e il web possano servire per un giornalismo più democratico o no?

«Siamo un’organizzazione che educa all’alfabetizzazione mediatica con una particolare attenzione per il pensiero critico e l’impegno civile. Insegniamo centinaia di studenti ogni anno l’importanza di una stampa libera nella speranza che le generazioni future contribuiscano al suo mantenimento e partecipino a questo processo, anche come citizen journalists. Le cose vanno meglio e peggio, a seconda di come si percepiscono le tendenze attuali. Ma il Web offre una possibilità così grande di “addomesticare” le informazioni che è essenziale che tutti lavoriamo per proteggere cose come la neutralità della rete e dell’accesso libero».

Avete mai lavorato con associazioni o media italiani?

«Abbiamo lavorato con università in Spagna, Germania, e in Centro e Sud America, ma non con qualche particolare università o Ong in Italia, anche se certamente saremmo lieti di avere questa opportunità».

Avete anche analizzato media italiani?

«Facciamo attenzione alle notizie di tutto il mondo e quindi abbiamo anche italiani, specialmente sotto Berlusconi. Ciò detto, ci occupiamo principalmente delle notizie che non appaiono nei media mainstream degli Stati Uniti, questo è il nostro focus dal 1976».
Pensa che ci siano differenze tra le notizie censurate in Europa e negli Stati Uniti, per quanto riguarda le tematiche o per altri aspetti?

«Certamente ci sono differenze e similitudini. La maggior parte dei paesi hanno delle agenzie di stampa più importanti che non copriranno le notizie vicino a casa se queste metteranno seriamente in discussione lo status quo. Detto questo, spesso si possono trovare maggiori informazioni su ciò che accade nel proprio paese leggendo la stampa estera. Ci sono tendenze preoccupanti in media globali a coprire ciò che chiamiamo “notizie junk food”, o notizie dei tabloid, e purtroppo sembra che non ci sia carenza di questo tipo di focus. Eppure, ci sono alcuni grandi giornalisti e reporter in tutto il mondo, a volte scrivono per gli editori principali ma spesso sono indipendenti».

project censoredPunto centrale del lavoro di Project Censored è l’Annuario delle Top 25. Pubblicato da Seven Stories Press, riporta le 25 notizie più importanti tra quelle che nell’anno precedente sono state più trascurate dai media mainstream con saggi sulla censura e le sue conseguenze. Analizza le “notizie spazzatura,” mette in evidenza le organizzazioni che esemplificano la democrazia dei media in azione e indaga sui temi caldi del giornalismo e della politica.

Si parla ad esempio dell’aumento dell’813% rispetto al 2008 dei gruppi che fomentano l’odio e anti-governativi, delle violazioni dei diritti umani da parte della polizia di confine statunitense, o il caso di medici israeliani che hanno iniettato a immigrati etiopi farmaci per il controllo delle nascite senza il loro consenso. Altre storie riguardano l’ambiente, come gli effetti del fracking o i semi OGM della Monsanto.

Gli autori sottolineano la disinformazione e l’inganno nei media, tra cui la CNN, come “l’imbellettamento” della carriera di Margaret Thatcher dopo la sua morte nel 2013, a differenza di Hugo Chavez, che è stato regolarmente denigrato dalla copertura media dopo la sua morte. Un saggio affronta la proliferazione di “notizie spazzatura”, come il fatto che CNN e Fox News abbiamo dedicato più tempo a Gangnam Style che al rinnovo della legge “Uccidete i gay” in Uganda. Un altro saggio spiega le tattiche di manipolazione dei mezzi di comunicazione e delinea modi per essere lettori più consapevoli. In un altro si sottolinea il “ruolo profondo e costante di fornitore di propaganda” di Hollywood tramite Argo e Dark Zero Thirty. O si fa luce sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi della Apple.
Qual è la notizia più importante dell’annuario 2015, secondo lei,  e perché?

«Tutte le nostre storie sono disponibili on-line e il nostro processo è dettagliato sia lì sia in tutti i nostri libri. La storia top del libro 2015 2015 riguarda l’acidificazione degli oceani, che è un problema in corso, una cosa che ottiene poca attenzione seriamente dettagliata nella stampa mainstream degli Stati Uniti (che ha ancora voglia di discutere se il riscaldamento globale è reale – fatto che per la scienza è un dato assolutamente assodato – ma non vuole guardare quanto il denaro proveniente dai combustibili fossili influenzi i media dietro le quinte)».

project censored movieE per saperne di più, Project Censored è anche film

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