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Premio Vera Schiavazzi, l’anno delle libertà di domani

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Al tema dei diritti – diritti negati, diritti violati, nuovi diritti- è dedicata l’edizione 2017 del Premio Vera, che un gruppo di giornalisti torinesi ha voluto creare per ricordare Vera Schiavazzi, scomparsa improvvisamente nel 2015.

In una realtà di crescente complessità – scrivono gli organizzatori – nella quale il godimento dei diritti fondamentali, naturali, appare sempre più compromesso dalle condizioni esterne, che cosa significa affermare i propri diritti? Qual è la strada da percorrere per ottenere maggiore giustizia sociale? Essere nati da una parte o dall’altra dell’emisfero compromette il futuro di milioni di persone a causa delle guerre; essere nati donne o uomini appare ancora un discrimine in grado di ipotecare il raggiungimento dei traguardi, voler affermare un proprio orientamento sessuale è ancora, troppo spesso, una battaglia. Qual è il ruolo del giornalista in questa realtà? Cosa, e come, è giusto raccontare? Cosa vuol dire occuparsi di diritti? E, in ultimo, esiste ancora un giornalismo dei diritti?

 

Per aiutare a dare una risposta a queste domande, il comitato promotore del «Premio Vera Schiavazzi» organizza il Premio Giornalistico “Vera Schiavazzi”, rivolto a giovani giornalisti piemontesi e dedicato alla figura della giornalista Vera Schiavazzi, . 

Il Premio – si legge nella pagina dedicata sul sito degli ex studenti del Master Giorgio Bocca – nasce con l’intenzione di ricordare Vera Schiavazzi attraverso i principi basilari ai quali si è attenuta nei suoi quasi quarant’anni di carriera: indipendenza di giudizio, accuratezza di indagine e verifica delle fonti. Valori che considerava fondamentali nella professione giornalistica, e che hanno costituito la sintesi dell’insegnamento profuso in dodici anni di lavoro per la Scuola di Giornalismo di Torino. 

Il testo completo del bando è qui. Gli elaborati vanno spediti entro il 30 giugno 2017.

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