Home»Professione giornalista»Politica al tempo di Twitter

Politica al tempo di Twitter

0
Shares
Pinterest Google+

Nel convegno “Linguaggi pop e decisioni hard. La comunicazione politica in tempi di crisi” tenutosi a Torino presso il Campus Einaudi da giovedì 13 a sabato 15 dicembre anche Twitter ha scaldato gli animi – seppur meno rispetto ai Grillini: tra i vari lavori presentati, Sara Bentivegna della Sapienza e Rita Marchetti dell’Università di Perugia hanno analizzato le Primarie del Pd sui social network, mentre un gruppo di giovani ricercatori della Statale di Milano e dell’Ateneo dell’Insubria, Andrea Ceron, Luigi Curini, Stefano Iacus e Gabriele Porro, si sono lanciati nel difficilissimo compito di osservare Twitter per prevedere i risultati delle elezioni.

Bentivegna e Marchetti hanno evidenziato la democraticità del dibattito su Twitter, anche se restano centrali i mediatori tradizionali, giornalisti in primis. Un altro limite dell’uso del social network è l’autoreferenzialità dei retweet: i giornalisti tendono a ritwittarsi tra loro e così i blogger eccetera.
Molte polemiche sono invece seguite alla presentazione del lavoro di Ceron, Curini, Iacus e Porro: la critica dominante è che Twitter non è rappresentativo e che può al massimo rivelare un clima di opinione, ma i giovani studiosi non si sono rassegnati e hanno detto che continueranno il loro lavoro approfondendolo e verificandolo ulteriormente.

Di tutt’altro genere è stato uno degli interventi che ha suscitato più interesse e apprezzamento, ovvero quello di Karolina Golemo, dell’Università Jagellonica di Cracovia, che ha lanciato l’allarme sulla berlusconizzazione della comunicazione politica in Polonia. La studiosa ha focalizzato le proprie ricerche sulle figure femminili, che negli spot elettorali dei candidati uomini sono spesso dipinte come eleganti decori o gregarie relegate in ruoli tradizionali. Ma va ancora peggio quando le candidate sono donne: apparentemente i requisiti richiesti è che siano belle e che dicano sempre “sì signor presidente”, fino ad arrivare ai casi limite di Sylwia Lugowka, candidata del Centrodestra e Katarzyna Lenart, del Centrosinistra. La prima è soprannominata l'”Angelina Jolie” polacca – come in Italia la nostra Graziana Capone, addetta stampa di Berlusconi – mentre la Lenart ha cercato consensi tramite uno spot elettorale in cui eseguiva uno spogliarello.

Articoli correlati 
Linguaggi pop e decisioni hard

Previous post

Web e politica

Next post

Giornalismo italiano in cifre