Home»Libertà di stampa»Plantu e Gauchet, tra rispetto e libertà di stampa

Plantu e Gauchet, tra rispetto e libertà di stampa

0
Shares
Pinterest Google+
plantu
Il disegnatore satirico francese Jean Plantureux, “Plantu” (foto di Lisa Viola Rossi / Maison des journalistes)

Un incontro interessante ha messo di fronte a Parigi, lo scorso 2 ottobre, il disegnatore satirico francese Plantu (il cui vero nome è Jean Plantureux) e il filosofo e storico Marcel Gauchet. Il dibattito faceva parte della rassegna Les Rencontres Capitales, organizzato con il supporto della Maison des journalistes.

Due visioni della libertà di stampa che non sembrano discostarsi molto l’una dall’altra, se non per la provenienza professionale dei due ospiti. Gli avvenimenti tragici nella redazione di Charlie Hebdo hanno fatto emergere due correnti di pensiero: coloro che difendono la laicità e il diritto alla satira e chi, invece, pensa che la satira e la caricatura siano blasfemia. Fino a dove difendere la libertà di espressione, quindi?

Il video dell’incontro è disponibile integralmente e in francese a questo link.

Che cos’è la libertà di espressione?
“La libertà di espressione è eludere il divieto e dire quello che si vuole esprimere”, esordisce Plantu, mostrando il disegno realizzato in risposta alle critiche alla vignetta che rappresentava il profeta Maometto: la scritta “non posso disegnare Maometto” viene ripetuta decine di volte, fino a formare il volto di un uomo barbuto. In questo modo il disegnatore critica il divieto e lo nasconde dietro le stesse parole della censura.

È questa la libertà di espressione?
“In apparenza, la libertà di espressione sembra significare che si può dire quello che si vuole. La libertà di espressione è una civilizzazione, è la libertà di chi è contrario al vostro modo di pensare di esprimere la propria contrarietà. Ma è un problema di coscienza di chi prende parola in uno spazio pubblico e di come vengono articolate le proprie opinioni: questo al fine di non urtare la dignità delle persone che ci ascoltano e non umiliare inutilmente il prossimo. Puoi criticare qualcuno per la sua politica, ma serve il rispetto”, commenta Marcel Gauchet.

“La creatività e la libertà di pensiero sono più forti dell’intolleranza. Tutti i dibattiti sono possibili se c’è rispetto”, aggiunge Plantu. “Non è una questione di quale religione venga rappresentata, ma di intolleranza religiosa, di mancanza del rispetto dei diritti dell’uomo e della donna”. E i disegni di Plantu contengono in sé riflessioni e una grande complessità di pensiero.

Plantu non si definisce un intellettuale ma un artista, un traduttore. E traduce nei suoi disegni la mancanza di tolleranza e di diritti.
“Io continuo a disegnare, come i disegnatori di “Cartooning for peace (una rete internazionale di disegnatori della stampa impegnati, con humour, per il rispetto delle culture e delle libertà, nda). Perché non mi interessa qual è la religione, mi interessa disegnare i diritti negati dei bambini di andare a scuola, o delle giovani donne costrette a essere mutilate sessualmente. Non si tratta di religione, ma della vita politica e sociale delle persone. E non devo chiedere scusa per quello che rappresento”.

Gauchet parla di laicità nello spazio pubblico: un’idea sottile, ma che è il principio di base per la tolleranza. E si deve fare attenzione a che non diventi essa stessa un dogma, ma che permetta invece la coesistenza tra le nostre convinzioni, soprattutto nell’era della globalizzazione che mette in contatto mondi ancora molto diversi tra loro.

Previous post

Giornalisti in pericolo? Un nuovo rifugio a Lipsia

Next post

Il Giornale della Medina