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Parole come ponti, non muri

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“Le parole possono essere muri o ponti. Possono creare distanza o aiutare la comprensione dei problemi. Le stesse parole usate in contesti diversi possono essere appropriate, confondere o addirittura offendere. Quando si comunica occorrono dunque precisione e consapevolezza del significato, del peso delle parole. Non è facile, ma è necessario per ‘parlare civile'”.

Parlare civile è un libro a cura di Redattore Sociale, Associazione Parsec, con il finanziamento della Open Society Foundation ed edito da Bruno Mondadori, che mette insieme inchiesta giornalistica, sociale e linguistica, con lo scopo di approfondire i principali temi a rischio discriminazione (disabilità, genere, immigrazione, povertà ed emarginazione, prostituzione, religioni, minoranze e salute mentale), e il linguaggio per parlarne.
Non esistono parole sbagliate, sostiene il libro. Esiste un uso sbagliato delle parole.
Le parole non sono neutre.

“Parlare civile” non è solo un è solo un libro e un sito web www.parlarecivile.it, è un progetto più complesso unico nel suo genere in Italia, pensato per fornire un aiuto pratico a giornalisti e comunicatori nel trattare temi sensibili che sono a rischio di discriminazione.
Gli scopi di queste pubblicazioni anche quello di portare a unità il tanto materiale di qualità già prodotto sull’argomento in Italia e in Europa.

I testi sono scritti con un linguaggio non accademico, di facile consultazione, incrociando il significato delle parole con casi esemplificativi di usi corretti e scorretti in ambito giornalistico e di comunicazione istituzionale.
Pensati anche per le scuole di giornalismo e le facoltà universitarie dove si formano i nuovi comunicatori, manuale e sito mirano ad essere uno strumento indispensabile per i redattori, i freelance, i creativi che già lavorano nel mondo della comunicazione giornalistica, nonché di quella istituzionale e pubblicitaria.

Info: www.parlarecivile.it

 

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