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Meno opinionisti, più fatti

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Tre domande all’Assessore regionale alla Cultura Michele Coppola.

Sul giornalismo
Mi piacerebbe che il giornalista fosse come un fotografo, che scattasse una fotografia, la più ampia possibile, di quello che accade. Scattiamo tante foto con un occhio chiuso.
Mi piace il giornalista che sgrida il politico: è impensabile che un paese moderno non abbia un giornalismo altrettanto moderno. Un paese che sta bene ha una classe politica che lavora bene e che ha un’informazione che lavora bene, in un rapporto reciproco di stima.
Vorrei meno partigianeria da una parte e dall’altra. Meno opinionisti e più fatti: di opinionisti ce ne sono tanti.

Sulla classifica di Reporter sans frontieres per la libertà di stampa, dove l’Italia è attualmente al 61esimo posto…
Sento che si potrebbe fare meglio. Troppe volte prevalgono le simpatie, le idee, le sensibilità personali. Non ci deve essere un muro, ma un filtro: chi racconta deve cogliere gli aspetti che predilige. Forse quello giusto potrebbe essere il modello anglosassone; la notizia come racconto del fatto, mentre troppe volte sul fatto prevale il commento.

Sui nuovi media
La rete e i nuovi media sono importanti: sarebbe un errore non considerarne le potenzialità

 

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