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Attentati di Parigi: la cattiva informazione

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parigiIl 26 novembre saranno consegnate al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, le firme raccolte per la radiazione dall’albo di Maurizio Belpietro in seguito all’uscita di un pezzo sul quotidiano “Libero” all’indomani della strage di Parigi, titolato “Bastardi islamici”.
Come ha osservato Giovanni Maria Bellu, giornalista e presidente dell’associazione Carta di Roma,”oltre a essere un’evidente violazione delle regole giornalistiche, (non solo della Carta di Roma, ma anche della Carta dei doveri dei giornalisti) pone anche dei problemi di ordine penalistico, in quanto offende una comunità intera e può essere visto come un’istigazione all’odio”.
Una precisa linea editoriale quella di Belpietro che cela una semplificazione tout court – quale è la volontà di associare il terrorismo degli attentatori dell’Isis all’Islam, senza distinzione – e alimenta la propaganda.

Dopo gli attacchi nella capitale francese altri media hanno diffuso notizie ambigue e confuse, se non addirittura false, pur di essere “sul pezzo”. È il caso della bufala secondo cui uno degli attentatori sarebbe arrivato sulle coste della Grecia a bordo di un barcone.
L’esigenza di coprire l’evento, che comprensibilmente ogni giornalista difende, si deve misurare con la correttezza. Inoltre, è doveroso contestualizzare l’informazione. “Anche se si fosse trattato effettivamente un rifugiato”, commenta Bellu, “a fronte dei settecentomila entrati in Europa solo quest’anno non credo che avrebbe confermato la teoria dei terroristi che sbarcano sulle nostre coste. Come Carta di Roma abbiamo sempre sottolineato che va data una giusta proporzione alle cose”.
Un invito, il suo, ad attenersi alle regole professionali. Prima fra tutte quella di restituire la verità sostanziale dei fatti, come sancito nella legge istitutiva dell’Ordine: “Non bisogna cedere agli stereotipi e agli ideologismi, non cercare di confermare attraverso le notizie il proprio pensiero. […] Appartiene alla verità sostanziale dei fatti che tutti i musulmani siano terroristi? No, quindi è un’informazione falsa, punto”.
Basterebbe rispettare questa regola per fare bene il lavoro giornalistico, veicolando un’informazione corretta. Del resto, come precisa Bellu, “La Carta di Roma non è un manifesto per giornalisti buoni, ma un codice che vale per tutti i giornalisti italiani”.

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