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I fumetti di Mazg, motore della libertà in Egitto

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Kallek fin, periodico a fumetti egiziano

“Manga” in Giappone o “Comics” negli Stati Uniti, è l’espressione “qissa mussawwara”, cioè “storia illustrata”, che designa il fumetto in Egitto. E se la storia di Mazg fosse stata raccontata in un fumetto, la striscia della prima vignetta indicherebbe senza dubbio: “È al primo piano di un edificio, su una strada trafficata nel quartiere Wust el Balad, cuore del Cairo, che si svolge la nostra storia”.
All’origine di questo progetto ci sono tre giovani donne, Nogla Kora e due sorelle, Mona e Sara El Masry. Mona si definisce una attivista culturale: aveva già un piede nel mondo dei fumetti e, mentre lavorava per il centro di assistenza legale Hisham Mubarak, ha partecipato alla produzione della rivista El-Doshma, che affronta la questione dei diritti umani. Sara ha anche lavorato nella società civile: prima presso il Centro di supporto alle tecnologie dell’informazione, poi per l’Associazione egiziana per la libertà di pensiero e di espressione (AFTE). Prima di entrare in Mazg, Nogla Kora era nel campo dell’arte-terapia, dopodiché è stata direttore della scuola d’arte El Darb El Ahmar al Cairo, che avvicina i bambini dai quartieri svantaggiati al circo, all’arte e alla musica.
Alla fine del 2012, come spiega Sara El Masry, sconfortate per il destino riservato ai diritti umani nel paese, hanno deciso di fondare una propria organizzazione artistica. Fin dall’inizio, hanno scelto di concentrare la propria attenzione su un’unica disciplina. È così che hanno cominciato a pensare ai fumetti. Per Sara el Masry, «il fumetto permette di affrontare un gran numero di temi. E l’uso della narrativa è un buon modo per far arrivare le idee in modo semplice agli adulti o addirittura ai più piccoli, perché è un mezzo facilmente accessibile». Ancora di più perché questo medium «permette di esprimere le idee per immagini a volte anche senza parole», aggiunge Sara. Un potente mezzo di espressione, dunque, che offre grande libertà. A condizione di non essere frenato dalla censura.
Magdy El Shafee ne ha avuto l’esperienza con la pubblicazione del suo romanzo grafico Metro, che ripercorre il percorso di Shihab, un giovane scienziato informatico che decide di fare una rapina per rimborsare i suoi debiti. Nelle vie brulicanti del Cairo, i personaggi si esprimono in una lingua grezza, a volte usando espressioni franche e volgari del dialetto egiziano, altre volte viene rivelato il corpo nudo di una donna. Questi elementi sono stati sufficienti a censurare il suo album per violazione della morale, solo due mesi dopo la sua uscita nel 2008. Una decisione che è stata effettiva fino al 2013 e che non è certamente estranea al contenuto politico di un libro che parla apertamente di corruzione e di ingiustizia.

Libertà di espressione è un argomento particolarmente sensibile adesso in Egitto. Secondo l’AFTE (Association for Freedom of Thought and Expression), oltre un centinaio di siti web sono bloccati da diversi mesi. Censura mirata, che riguarda in particolare i media indipendenti, minando così la libertà di espressione e il suo corollario, la libertà di informazione. Nel 2014, Mazg ha organizzato l’Info Comics Workshop sul diritto all’informazione, con l’assistenza di un’organizzazione di supporto alle tecnologie dell’informazione. Un progetto che si è concluso con la produzione di due numeri di una rivista intitolata Houwa allak feen? (“E ti ha detto dove?”). Un giornalista alla ricerca di un Minotauro, un pollo giustiziere e vendicatore in cerca di risposte, fogli di carta che parlano… Una raccolta di racconti brevi introdotta dall’articolo 68 della Costituzione egiziana, incentrato sull’accesso all’informazione e la protezione dei dati.

Fumetti, un’arte popolare in Egitto

I sigari del Faraone, Asterix e Cleopatra, Il mistero della grande piramide… Che si tratti del duo Goscinny-Uderzo, di Hergé, o di Jacobs o molti altri, l’Egitto ha sempre ispirato disegnatori e fumettisti. La cosiddetta quinta arte è molto popolare e ha una lunga storia in Egitto anche se, prima di Metro, era riservata a un pubblico infantile e trasmessa solo in riviste per bambini o in forma di piccoli feuilletons pubblicati sui giornali. Nel documentario Comics Bil Masri (Fumetti in egiziano), prodotto da Mazg, i disegnatori e gli scrittori di fumetti iniziano a dichiarare gli eroi preferiti della loro infanzia. Mickey Mouse, Asterix, Tintin, Superman, Corto Maltese… Molti eroi stranieri, spesso tradotti in arabo, ma citano anche eroi locali che erano in pubblicazioni regionali come Majid o Samir. Al-awlad (ragazzi), il primo fumetto serializzato originale del mondo arabo, è stato pubblicato in Egitto nel 1923. Fino agli anni ’90 la produzione per i bambini era molto attiva ma, alla fine degli anni ’90, un “vero buco nero” segnò il fumetto egiziano. È in questi termini che Sara descrive questo periodo durante il quale la maggior parte degli illustratori e degli sceneggiatori emigrarono; la produzione indipendente era troppo costosa, una situazione scoraggiante per i lavoratori del settore.
Gli anni 2000 hanno segnato un punto di svolta. Metro, il romanzo grafico di Magdy El Shafee, pubblicato nel 2008, ha aperto la strada ai fumetti rivolti agli adulti in Egitto e in tutta la regione. Poi, si sono sviluppate altre iniziative. TukTuk, Garage, e diverse altre riviste a fumetti dedicate agli adulti e molte storie disegnate hanno cominciato a fiorire su Internet. Sharif Adel, ad esempio, pubblica Al-Ragol al-Barbatoze dal 2011. È un fumetto online che si occupa della vita quotidiana, della politica o della società egiziana. Ahmed Saad, molto seguito sui social network, pubblica regolarmente fumetti sulla sua pagina di Facebook e i disegni umoristici di Coffee & Cigarettes Comics (C&C) vengono diffusi in inglese su Tumblr.
Incoraggiate dalla fioritura di iniziative sul fumetto egiziano, Sara, Mona e Nogla hanno lanciato Mazg. L’avventura è iniziata con l’organizzazione di un forum sui fumetti in Egitto: hanno riunito disegnatori, editori, fan e scrittori di fumetti per determinare i bisogni e le necessità per il suo sviluppo.

Uno degli obiettivi alla base della creazione di Mazg era anche quello di uscire dal centralismo cairoista della cultura in Egitto. Originarie di Mansoura, una città di medie dimensioni situata poco più di 100 chilometri a nord-est del Cairo, le tre fondatrici del progetto sperimentarono il forte problema di centralizzazione che colpisce il paese, soprattutto quando c’è da investire in un’attività artistica.

Una copertina de L’express

Così, hanno lanciato un tour di workshop in diversi governatorati in tutto il paese. Durante questi workshop, una sezione è stata dedicata all’apprendimento della scrittura mentre un’altra è stata dedicata al disegno. In una seconda fase, gli scrittori e i disegntori sono stati invitati a lavorare insieme. Per la prima edizione, che è stato un grande successo, sono andati a Mansoura, Alessandria, e anche a Minya e Sohag, due città nel centro del paese. È stata la prima volta che seminari di questo tipo sono stati organizzati in queste città e che gli abitanti sono stati invitati a fare fumetti. Alla fine, i partecipanti più talentuosi si sono riuniti per tre giorni al Cairo, sotto la supervisione del disegnatore egiziano Magdy El Shafee e del danese Thomas Petterson, per la realizzazione di una rivista, L’Express, che raccoglie diverse storie originali.
Incoraggiate dal successo del loro primo tour, hanno deciso di ripetere l’esperienza. Saranno organizzati nuovi seminari con il sostegno della Fondazione Friedrich-Ebert e sono previsti laboratori a Mansoura, Luxor e Assuan prima di un incontro al Cairo per la produzione di una nuova rivista.
Ma Mazg è prima di tutto un organo di consulenza che vuole contribuire allo sviluppo della diffusione della cultura del fumetto. Gran parte del lavoro consiste nel collegare gli artisti tra loro o con le organizzazioni che desiderano utilizzare questa arte per diffondere idee. L’organizzazione femminista egiziana Nazra si è rivolta a Mazg per produrre un fumetto che affronti la questione del femminismo: Mazg ha quindi agito come intermediario, per collegare organizzazione con un artista affinché il progetto sia realizzato bene. Le attività di Mazg non finiscono qui: presso i loro locali nel centro di Cairo si svolgono delle mostre, la biblioteca dedicta ai fumetti è aperta al pubblico e gli autori e i disegnatori sono regolarmente invitati a parlare.

Articolo ripreso dal portale Babelmed Babelmed.net

Così, grazie a Mazg, ma anche ad altre iniziative parallele, come il CairoComix Festival, il fumetto è in forte espansione in Egitto e non ha ancora finito di tratteggiare la sua storia. Una storia che Mazg intende mantenere e rendere disponibile, sotto forma di un archivio online denominato Wiki Comics e che dovrebbe essere disponibile presto.

Océane Besombes/Onorient

Reportage realizzato nell’ambito del progetto WAR con il sostegno della fondazione Anna Lindth e della Fondazione di Francia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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