Home»Libertà di stampa»Matite in pericolo? Arriva il CRNI, network in difesa dei vignettisti

Matite in pericolo? Arriva il CRNI, network in difesa dei vignettisti

0
Shares
Pinterest Google+

Matite, chine, pastelli e pennarelli. Queste le armi – appuntite – del network di disegnatori e fumettisti CRNI, (Cartoonists Rights Network International) che ha appena vinto il premio 2019 dell’Index on Censorship, l’organizzazione internazionale indipendente con sede a Londra, variamente finanziata (qui l’elenco dei maggiori sostenitori) che ha come scopo la difesa della libertà di stampa e di espressione e la promozione del libero scambio di informazioni.

In molte parti del mondo i vignettisti sono spesso i primi “informatori” presi di mira da regimi estremisti e tiranni, specialmente dove la stampa e la libertà personale sono più fragili. A volte, peraltro, a differenza dei giornalisti non possono contare sulla protezione dei sindacati o delle grandi organizzazioni dei media, quindi il supporto esterno per loro è cruciale. Come quello offerto dalla rete CRNI, che difende la libertà creativa e i diritti umani dei cartoonist in tutto il mondo. CRNI monitora minacce, censure, multe e sanzioni, intimidazioni fisiche, aggressioni vere e proprie fino ai casi di detenzione e omicidio. Robert Russell, fondatore del CRNI nel 1999, ha iniziato a impegnarsi per i diritti umani negli anni ’60, come volontario dei Peace Corps e, da allora, non si è più fermato. Ha trascorso oltre due decenni in Africa e in Asia come consulente per lo sviluppo istituzionale e l’assistenza umanitaria. «Noi sosteniamo chi è a rischio con campagne internazionali, aumentiamo l’attenzione del pubblico e delle istituzioni, rivolgendoci ai capi di stato e ministeri, e coordiniamo le nostre attività con altre organizzazioni che promuovono la libertà di espressione. Ad oggi, i nostri sforzi hanno avuto un impatto diretto sulla libertà e il benessere dei fumettisti in quasi 50 Paesi in tutto il mondo».

 «In oltre 20 anni di lavoro con i fumettisti nei guai – continua Russell – abbiamo capito che una caratteristica comune è data dal fatto che spesso il fumettista è colto completamente di sorpresa. CRNI vuole che i disegnatori in queste situazioni siano informati delle risorse a loro disposizione e si avvalgano del sostegno della loro comunità, perché spesso non sanno come difendersi quando vengono attaccati».

Molti sono i successi internazionali di questa rete. Ad esempio, nel 2018 è stata determinante nel rilascio del disegnatore Ramón Nsé Esono Ebalé, imprigionato nella Guinea equatoriale sulla base di false accuse di contraffazione a causa delle sue critiche nei confronti del presidente e del governo del paese.
Ha partecipato alla campagna per sostenere il fumettista malese Zunar, accusato di sedizione per nove capi d’accusa e sottoposto al divieto di viaggiare (le accuse sono state ritirate nel luglio 2018). Ha aiutato Nikahang Kowsar a lasciare l’Iran dopo una condanna e a trasferire la sua famiglia in Nord America.
Ha difeso il fumettista americano Jake Thrasher, quando è stato minacciato di morte e ha subito attacchi omofobi e Tony Namate, dello Zimbabwe, dalle minacce di aggressori pro-Mugabe e dalla perdita del sostentamento, dopo che il suo datore di lavoro è stato costretto a chiudere con un’azione del tribunale governativo. Ha anche fatto una campagna per far uscire Ali Durani, in arte Eaten Fish, dal “centro di elaborazione regionale” sull’isola Manus, in Papua Nuova Guinea, e ha sollevato il suo caso con l’ICORN che a sua volta era in grado di aiutarlo a rifugiarsi in Norvegia.
«Non prendiamo posizione sulle opinioni politiche dei vignettisti -dice Russell – ma sosteniamo i diritti di ciascun individuo di avere e di esprimere opinioni, per il libero scambio di idee e per il diritto del pubblico di accedere al lavoro di questi artisti coraggiosi, impegnati e dotati».

Un’altra modalità di lavoro del network è il suo premio annuale, il Courage in Editorial Cartooning Award. Il fumettista che riceve il premio ottiene l’attenzione internazionale sul suo lavoro, aumenta i suoi lettori e quindi riduce la pressione a cui è sottoposto. Pubblica anche un prezioso Manuale di sicurezza per vignettisti. Un modo molto concreto per dare consigli e piani d’azione ai vignettisti minacciati.

 

Terry Anderson, vicedirettore esecutivo di CRNI, ritira il premio Freedom of Expression 2019 dell’Index on Censorship.

 

Previous post

Il Pulitzer di Lorenzo Tugnoli: la guerra in Yemen come un haiku

Next post

Marocco e libertà di stampa: in bilico tra diritti reali e apparenti