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L’International Press Freedom Award ad Ahmed Abba

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Ahmed Abba

Il Committee to Protect Journalists, organizzazione con sede a New York nata nel 1981 per volere di alcuni inviati statunitensi consapevoli delle minacce e delle pressioni cui erano sottoposti parecchi colleghi di nazioni estere, ha annunciato i giornalisti che verranno insigniti dell’International Press Freedom Award 2017. Tra i premiati dell’anno c’è Ahmed Abba, corrispondente di Radio France Internationale condannato a 10 anni di carcere da un tribunale militare camerunese per «non aver denunciato atti terroristici» e aver «riciclato i proventi derivati da atti di terrorismo». La versione dei fatti più accreditata, tuttavia, è che Abba si sia limitato a raccontare i retroscena della guerra che si sta combattendo contro i fondamentalisti di Boko Haram. Il processo penale cui è stato sottoposto è stato giudicato unfair, ingiusto, da Amnesty International; Abba si è rifiutato di pagare una sanzione pecuniaria pari a 90.000 euro e, per questo, la sua pena detentiva è salita da 5 a 10 anni. Tra le possibilità, peraltro, c’era quella della pena di morte.

Gli altri premiati sono Patricia Mayorga, corrispondente della rivista messicana Proceso, minacciata per aver rivelato intrighi tra la maggioranza politica e le organizzazioni criminali; il taliandese Pravit Rojanaphruk, reporter e difensore della libertà di stampa in patria, perseguitato dal suo governo e già due volte incarcerato per aver scritto della condizione dei diritti umani e politici in Thailandia; Afrah Nasser, un reporter e blogger molto conosciuto in Yemen, costretto all’esilio in Svezia per poter continuare a scrivere delle tensioni civili nel suo Paese di origine. L’aver criticato il regime gli è costato la ricezione di svariate minacce di morte.

Durante la cerimonia di premiazione verrà assegnato il Gwen Ifill Press Freedom Award presentato da Judy Woodruff, direttore di PBS NewsHour, giornalista dalla pluridecennale esperienza nei network televisivi CNN e NBC News, membro del board dell’IWMF (International Women’s Media Foundation). Il premio è intitolato alla memoria di Gwen Ifill, ex membro del CPJ e celebre giornalista televisiva, scomparsa nel 2016, e la vincitrice verrà annunciata il 23 ottobre a Washington, durante la cerimonia del Courage in Journalism Award creato dalla IWMF.

Ospite della serata, che si terrà all’Hotel Grand Hyatt di New York il 15 novembre prossimo, sarà Christiane Amanpour, storico capo corrispondente di CNN, fuggita dall’Iran durante la Rivoluzione islamica del 1979 e tuttora apprezzata cronista e commentatrice. 

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