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L’informazione sullo stato dei conflitti

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V edizione atlante delle guerre“Sono sempre lì. Tutte e 36 sono sempre lì, non si muovono, le dannate.” Raffaele Crocco, fondatore del progetto, esordisce così nell’editoriale della quinta edizione dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, che presenteremo venerdì 21 febbraio.

Edito dall’Associazione 46° Parallelo e distribuito da Aam Terra Nuova Edizioni, l’edizione 2014 è dedicata a Nelson Mandela. Un atlante di 248 pagine a colori che informa sullo stato dei conflitti che si combattono sul nostro pianeta.
Il progetto è nato da un’ idea di Crocco e dalla volontà di un gruppo di giornalisti e inviati di guerra di costruire uno spazio dedicato unicamente all’informazione sugli Esteri, offrendo uno strumento in grado di raccontare quei conflitti troppo spesso “dimenticati” dall’informazione. Uno strumento per tutti, non solo per gli addetti ai lavori.

Fabio Bucciarelli è l’autore della foto di copertina, tratta dal progetto “Battle to Death”, realizzato in Siria tra il settembre e l’ottobre del 2012 e vincitore del Robert Capa Gold Medal come miglior reportage fotografico dall’estero.

All’interno del volume le 36 “schede conflitto” sono corredate da mappe, dati, fotografie e testimonianze. E a ogni conflitto è dedicato lo stesso numero di pagine. Una scelta “politica”, come scrive la redazione nelle istruzioni per l’uso. Così come sono state una scelta le definizioni, non scientifiche quindi, ma frutto di giorni di discussione e che “danno sempre un indirizzo preciso alla lettura”. E al fondo del volume, un glossario offre un criterio univoco per spiegare l’uso dei termini.

L’edizione di quest’anno contiene lo Speciale Pirateria, lo Speciale “Donne e Guerra” con il reportage fotografico dall’Etiopia di Federica Miglio, fotografa e documentarista; lo Speciale sui Conflitti Ambientali a cura del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali. Contiene inoltre un approfondimento sul Sudafrica del dopo-Mandela e, tra gli altri, i contributi di Medici Senza Frontiere e di Amnesty International.

Un documento importante e di grande valore, che non si sottrae dal ricordare i giornalisti e i fotoreporter imprigionati e uccisi perché stavano facendo il proprio lavoro. “Come può esserci la libertà di raccontare quello che succede nel mondo se i reporter ogni giorno rischiano sempre di più la vita?”, scrive Pino Scaccia nell’Atlante, ricordando che solo negli ultimi 5 anni sono stati 660 i reporter uccisi nel mondo. Vittime dell’informazione, per mano di chi vuole nascondere la verità.

“Ignorare la catastrofe che ogni guerra porta – scrive ancora Crocco -, significa non renderci conto che ogni guerra ha una qualche influenza su ciò che siamo e saremo, sul nostro quotidiano, sul nostro futuro. Pensare la guerra come a una cosa degli altri, vuol dire creare le condizioni per essere noi le prossime vittime”.

Un invito, quindi, a leggere il volume, a conservarlo e riprenderlo tra le mani, proprio come si fa con gli atlanti, ogni qualvolta sentiamo la mancanza di un’informazione adeguata.

Per saperne di più: www.atlanteguerre.it

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