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Libertà di stampa, i rischi in 47 paesi

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giornalist a rischioAl via il nuovo progetto del Consiglio d’Europa dal titolo “Giornalisti a rischio: parte del lavoro?”, una ricerca per valutare il livello di rischio nella vita professionale dei giornalisti dei 47 paesi membri del Consiglio d’Europa.

La vita lavorativa dei giornalisti infatti è spesso percepita come pericolosa: i giornalisti si espongono a una serie di fattori di rischio, subiscono pressioni e possono essere vittime di scontri fisici, attacchi e abusi psicologici.

La ricerca vuole allora valutare le pressioni ingiustificate, la paura di subire crimini e l’auto-censura, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. Lo studio, partito in questi giorni, riguarderà un campione di più di 1.000 giornalisti dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, che compileranno un questionario per valutare le pressioni indebite. Con questo termine si intendono gli attacchi all’integrità fisica dei giornalisti, le vessazioni, i casi di impunità e le minacce. La ricerca vuole anche esplorare la portata della paura, cioè i sentimenti di allarme o di paura causati da una serie di contingenze, come appunto il timore di subire pressioni. Infine, si discuterà di come queste esperienze possono limitare la libertà dei media.

Il gruppo di lavoro è guidato dalla professoressa Marilyn Clark, del Dipartimento di Psicologia, Facoltà per il Benessere Sociale dell’Università di Malta. Il completamento della ricerca, la sua pubblicazione e la presentazione al pubblico sono previste entro la fine del 2016.

Per facilitare la diffusione di informazioni sugli episodi che mettono a rischio la libertà e la sicurezza dei giornalisti tra gli stati membri il Consiglio d’Europa ha da poco costituito anche la “piattaforma per la protezione e la sicurezza dei giornalisti”.  Consente a enti ed istituzioni europee di essere avvisati in modo più sistematico e tempestivo e di intraprendere azioni coordinate in materia di libertà dei media.

Ne fanno parte la Federazione europea dei giornalisti (EFJ), la più grande organizzazione di giornalisti in Europa, in rappresentanza di oltre 320.000 giornalisti in 39 paesi; la Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ), la più grande organizzazione al mondo di giornalisti, che conta oggi circa 600.000 membri in più di 100 paesi; l’Associazione dei giornalisti europei (AEJ); Articolo 19, organizzazione per i diritti umani che difende e promuove la libertà di espressione e di informazione in tutto il mondo; Reporter senza frontiere (RSF) che difende la libertà di informazione e di stampa attraverso una rete mondiale di corrispondenti; il Comitato di protezione dei giornalisti, fondato nel 1981 da un gruppo di corrispondenti statunitensi per difendere i diritti dei colleghi che lavorano in ambienti repressivi e pericolosi; Index on Censorship, fondata nel 1972 per pubblicare le storie di dissidenti dietro la cortina di ferro, promuove e difende il diritto alla libertà di espressione.

«È nostro dovere, come principale organizzazione di rappresentanza dei giornalisti in Europa, contribuire al progetto di ricerca – dice Mogens Blicher Bjerregård, presidente della EFJ –. Difendendo le condizioni di lavoro dei giornalisti e la loro sicurezza, rafforziamo la democrazia».

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