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La voce delle donne marocchine

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Qandisha è il nome di una demone della mitologia locale. Una donna demonizzata perché portava turbamento. Sapevamo che saremmo state demonizzate, quindi abbiamo scelto il nome di una donna diavolo. La leggenda dice che questa donna rendeva gli uomini pazzi, li stregava. In realtà doveva trattarsi di una ragazza molto bella o molto forte. Volevano isolarla, quindi l’hanno demonizzata.” è la voce di Fedoua Miski, fondatrice della “magazwine” marocchina Qandisha, intervistata da Global Voices.

Qandisha Magazwine è una rivista on line collaborativa, nel senso che i contributi arrivano dai lettori, e femminile, ma che non si rivolge solo alle donne e di certo non parla di cucina moda o bellezza, come molte riviste per donne marocchine.
Nata a Casablanca un anno e mezzo fa, Qandisha ha l’ambizione di essere portavoce delle donne attive e intelligenti, rispettando e promuovendo le libertà e i diritti universali, favorendo il libero arbitrio e il pensiero collettivo.

Gli articoli spaziano dall’attualità all’economia, passando per le tematiche ambientali e socio-politiche, con un forte carattere femminista. Scritta in francese e in arabo, in poco più di un anno di vita la magazWine ha allargato la rete di collaboratrici, ora circa 80, e collaboratori, una dozzina, che hanno deciso di far parte dell’esperienza. Nessuna censura o limite ai contributi, nel nome della libertà di espressione e del pluralismo.

“La comunità si è ingrandita – scrive la redazione – di giorno in giorno, di donne e uomini, provenienti da ambienti e orizzonti differenti, che non condividono necessariamente la stessa opinione su tutto, ma che abbracciano tutti l’ideale comune di un Marocco, libero e giusto verso i suoi cittadini”.

Per leggere la rivista: http://www.qandisha.ma/

 

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