Home»Libertà di stampa»La via meno comoda tra mafie e terrorismo, una giornata per ricordare

La via meno comoda tra mafie e terrorismo, una giornata per ricordare

2
Shares
Pinterest Google+
Mauro Rostagno

La decima edizione della «Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo», promossa dall’UNCI (Unione nazionale cronisti italiani), si svolge quest’anno a Torino, in collaborazione con l’Associazione Stampa Subalpina e l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, il 3 maggio in concomitanza con la Giornata della Libertà dell’informazione decretata dall’Onu nel 1993 e organizzata dall’Unesco.
La giornata di Torino è stata preceduta dalla commemorazione di Mauro Rostagno, torinese di nascita, assassinato a 46 anni, nel 1988, a Trapani, dove denunciava le collusioni tra mafia e politica. Lo ha ricordato con commozione, davanti alla sua casa torinese e alla presenza della sorella Carla Rostagno e della figlia Maddalena, Leone Zingales, vicepresidente dell’UNCI e ideatore della giornata: «Mauro ci ha lasciato la testimonianza di un uomo coraggioso, che colpiva tutte le sere con il suo lavoro imprenditori e politici collusi con la mafia. Mentre noi a Palermo aspettavamo i processi, lui a Trapani ogni giorno, con la sua ingenua imprudenza lottava sul campo, in un contesto istituzionale in cui si diceva che “la mafia non esiste”. Rostagno – continua Zingales – ha creduto in quello che faceva in ogni piccolo tassello della sua vita, personale e professionale, anche con amicizie sbagliate, isolato da chi credeva amico, ma l’Unione dei cronisti sarà sempre vicino alla famiglia».

Da sinistra: Alessandro Galimberti, presidente dell’Unci e Leone Zingales il vicepresidente dell’Unci e ideatore della Giornata della memoria

Alessandro Galimberti, presidente dell’Unci, ha ricordato Rostagno come una persona che ha vissuto in modo coerente e ha pagato con la vita. Ha ricordato con lui tutti gli altri giornalisti, uccisi dalle mafie e dal terrorismo «persone normali che hanno pagato in modo inaccettabile. Sono i sacrifici di persone normali quelli che ricordiamo ogni anno nel Giardino della memoria di Palermo e nella Giornata della memoria, persone che credevano nei valori dell’intransigenza, che facevano il loro lavoro senza scendere a compromessi, senza scegliere la via più comoda».

Stefano Tallia, segretario dell’associazione Stampa Subalpina ha ringraziato i familiari dei giornalisti uccisi dalle mafie dal terrorismo, ricordando oltre a Rostagno anche Carlo Casalegno, entrambi accomunati dalle radici torinesi. «Quando si parla del giornalismo come baluardo della democrazia non servono molte parole. È sufficiente l’elenco degli undici colleghi uccisi che ripeteremo a Palazzo Ceriana (sede dell’Ordine regionale dove oggi viene dedicata la Sala del Consiglio regionale a Casalegno): Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi».

La figlia e la sorella di Mauro Rostagno

Il ricordo di Casalegno è emerso anche nelle parole del presidente dell’Ordine dei giornalisti piemontesi, Alberto Sinigaglia: «quest’anno la Stampa compie 150 anni, è il giornale della memoria, di Rigoni Stern, di Primo Levi, di Carlo Casalegno. Ed è anche il decennale della Giornata della memoria, ciò ci fa ragionare sul presente e sul futuro. Sono occasioni per approfondire che ci aiutano a fare meglio il nostro lavoro di giornalisti, un lavoro che ha regole e moralità».
La «Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo» dal 2008 si è svolta prima a Roma, poi Napoli, Milano, Genova, Palermo, Perugia, Cagliari, Firenze, Reggio Calabria.

Previous post

Il cameo del Caffè - Yahia al Joubaihy

Next post

Se sulla corona funebre c'è il tuo nome. Intimidazioni in Macedonia