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La sfida digitale del manifesto

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La redazione del manifesto ha lanciato la sua sfida alla rivoluzione digitale: un sito di nuova concezione con contenuti di qualità, senza pubblicità, che chiama a raccolta i lettori proponendo un prodotto integrato.

In difficoltà economica da tempo, il quotidiano comunista fondato nel 1969 ha utilizzato i finanziamenti provenienti da circa 1.500 sottoscrittori per creare una nuova piattaforma digitale, pubblicata online in questi giorni nella sua versione beta, cioè non ancora definitiva, ma già ricca di contenuti.
«Il mani­fe­sto – recita la pagina di “lancio” – diventa un gior­nale com­ple­ta­mente inte­grato tra edi­cola, Inter­net, dispo­si­tivi mobili e social net­work. Le notizie sono scritte da una reda­zione che non distin­gue più (e impa­rerà a farlo sem­pre meglio nel corso del tempo) tra infor­ma­zione su carta e infor­ma­zione digitale: pen­sare un quo­ti­diano come la somma di que­sti pro­dotti sepa­rati è molto dispen­dioso eco­no­mi­ca­mente per una impresa “pic­cola” come la nostra. Ed è sba­gliato per voi lettori».

Gli abbonati al giornale potranno leggere tutte le edizioni, su carta e su web, ma non più con la soluzione tecnologica (limitata e facile da “piratare”) delle pagine in Pdf scaricabili. Interessante anche la soluzione, per ora poco sperimentata in Italia, del paywall, letteralmente “il muro del pagamento”: anche i non abbonati potranno leggere, gratis, un certo numero di articoli, a condizione che lascino il proprio nome, cognome e indirizzo mail; raggiunto il limite – il muro, appunto – verrà chiesto loro di abbonarsi, oppure di attendere l’azzeramento dei conteggi per poter nuovamente contare sul bonus di pezzi (20, per ora) consultabili senza alcun costo. 

L’obiettivo del manifesto è quello di rilan­ciare il gior­nale e, soprattutto, di riuscire nell’obiettivo ambizioso di riacqui­stare la testata: proprio un anno fa, dopo l’ultima crisi e l’abbandono di presenze storiche come Vauro e Rossana Rossanda, la cooperativa era stata messa in liquidazione e ne è sorta una nuova, con il contestuale abbandono dell’ex direttore Gabriele Polo. Presto verrà messa all’asta la testata e lo scrittore Ermanno Rea ha lanciato un appello per raggiungere un numero di abbonati sufficiente per permettere una partecipazione vincente alla vendita giudiziaria.

Federico Ferrero

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