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La nostra indignazione per l’attentato alla libertà di stampa

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“Prendiamo le armi, compagni!” di Francisco Olea, illustratore cileno

È con grande rammarico che abbiamo appreso la notizia della strage nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo di Parigi.
Con armi da guerra, alcuni uomini hanno attaccato la redazione e ucciso almeno 12 persone: otto giornalisti, due poliziotti, il fondatore del festival Carnet de Voyage, il portiere dell’edificio; dieci sono i feriti, di cui alcuni gravi. Giunto sul posto, il presidente francese François Hollande ha dichiarato che si tratta “senza dubbio di un attacco terroristico”.

E mentre la polizia è sulle tracce degli attentatori, migliaia di persone in tutto il mondo scendono in piazza in segno di solidarietà con il settimanale satirico. Alcuni vignettisti hanno reso omaggio ai colleghi assassinati con i loro disegni, “per continuare a ridere” e giovedì cinque grandi quotidiani europei (il francese Le Monde, il britannico The Guardian, il tedesco Süddeutsche Zeitung, La Stampa, lo spagnolo El País e il polacco Gazeta Wyborcza) pubblicheranno un editoriale congiunto.

In un’intervista a Sky Tg24 del 20 settembre 2012, a seguito alla pubblicazione delle vignette su Maometto, Stéphane Charbonnier, detto Charb, – ucciso nell’attentato di questa mattina – aveva detto: “Cedere alla paura significa rinunciare alla libertà. Dire di avere paura è fare un piacere ai terroristi. Per questo non lo dirò”.

Rileggendo queste parole, non possiamo che denunciare con profonda in indignazione l’attacco al Charlie Hebdo, il più grave attentato alla libertà di stampa e alla libertà di espressione degli ultimi 50 anni in Europa: le nostre armi dovranno continuare a essere penne e matite.

 

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