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Istruzione, studio, emancipazione: per le donne turche è buio pesto

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Brutte notizie per le donne turche e, questa volta, non riguardano violenze fisiche o psicologiche ma il loro diritto allo studio. Un report dell’Egitim-Sen, il Sindacato dell’Istruzione, ha messo in luce come ci sia un progressivo abbandono scolastico e come questa tendenza si sia accentuata dopo il 2001, quando è entrata in vigore la riforma della scuola dell’allora premier, attuale presidente Recep Tayyip Erdogan. La nuova legge divideva in tre i cicli scolastici al posto dei due precedenti.

Nel 2017, in Turchia, le donne analfabete con età superiore ai 14 anni erano quasi due milioni e mezzo. I dati ufficiali del Tuik del 2015, gli ultimi disponibili, parlano di un 9% di analfabetismo femminile contro 1,8% maschile. Il report del sindacato evidenzia come uno stile di vita sempre più conservatore sta portando a una progressiva discriminazione femminile per quanto riguarda istruzione, salute e mondo del lavoro. Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero anche i programmi di e-learning, che non portano a una vera istruzione e, al contrario, favoriscono l’allontanamento delle donne dalla vita sociale e tutto quello che comporta. Le donne che arrivano all’equivalente della nostra  scuola media sono il 62%, al liceo arriva circa il 40% ma solo il 17% termina il corso di studi. Alla laurea giunge appena il 12% delle studentesse che si iscrivono all’università.

Un trend a cui contribuiscono anche stili di vita che ancora non sono cambiati. L’età media del matrimonio per le donne è di 23 anni e 9 mesi, nel sud-est del Paese scende a 21 anni. La formazione di una famiglia a un’età così giovane, certo, non aiuta il completamento del corso di studi. Ad aggravare la situazione, ci si mette anche un sistema familiare ancora di stampo patriarcale in alcune zone del Paese, piagate anche dal fenomeno delle spose bambine. Le cifre ufficiali dicono che in Turchia circa il 15% dei matrimoni vede coinvolto almeno un minore: si tratta della percentuale più alta in Europa. Secondo le associazioni per i diritti delle donne, si tratta addirittura di un valore sottostimato. In più, spesso, le unioni vengono celebrate con bambine appena entrate nell’adolescenza. A confermare questo dato, è arrivata nei giorni scorsi una notizia choc da un ospedale pubblico di Istanbul: solo nei primi 5 mesi del 2017, si sono presentate 115 minorenni incita. Di queste, 38 avevano meno di 15 anni. In molti casi, come se non bastasse, si è trattato di gravidanze seguite a una violenza sessuale

 

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