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Interferenze, quando la radio racconta il mondo

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Sede di ERT in Grecia
Sede di ERT in Grecia

Radioamatore e appassionato di radio da sempre, Andrea Borgnino, classe 1972, ha fatto di una passione la sua professione. Insegue suoni e frequenze per raccontare cosa succede nel mondo, raccogliendo storie di giornalismo internazionale. Lo fa nella rubrica “Interferenze” del programma Radio3Mondo, appuntamento quotidiano di informazione internazionale di Radio Tre.

“Cerco storie che hanno a che fare con l’uso più strano della radiofonia”, racconta Borgnino. “Prima usavo il ricevitore di onde corte, usavo le radio, ora vado soprattutto in giro per il web. Un esempio: ho preparato una puntata sull’Ucraina e su Donetsk, nel Dombass, nell’est del Paese, dove si continua a combattere. Là i ribelli separazionisti disturbano le trasmissioni delle radio ufficiali ucraine nella regione, hanno già occupato la sede della radio e i combattenti dell’autoproclamatasi Repubblica di Donetsk hanno aperto una loro radio e una televisione in lingua russa”. La guerra si combatte anche nell’etere, quindi.

La modalità con cui Andrea Borgnino lavora è sempre la stessa: cerca, ascolta, traduce e racconta quello che succede nel mondo, spiega la geopolitica internazionale tramite le radio, i suoi suoni e i suoi utilizzi.

“In tutte le situazioni di crisi, la radio è il primo mezzo di informazione che viene coinvolto. La radio riesce a superare gli ostacoli e i limiti di infrastrutture, cosa che non riesce a fare il web. Ho iniziato la trasmissione “Interferenze” con il bombardamento della Libia nel 2011. Nella prima puntata avevo raccontato i messaggi, intercettati con le mie radio, che la Nato trasmetteva a soldati e militari dell’esercito libico e che ripetevano in più lingue “Dovete arrendervi”. È stato un modo per raccontare la guerra”.

Geopolitica e giornalismo internazionale, costituito da intercettazioni pure o raccontato per mezzo delle radio di Paesi che non esistono; Paesi come il Kurdistan che, seppur non siano ancora stati riconosciuti, “contano anche più di una radio, spesso particolari”.

Nel nuovo contesto dell’informazione anche la radio sta cambiando. Si punta su altre piattaforme e sui podcast. E se in Europa e negli Stati Uniti la radio ha perso ascoltatori, in Africa, in Asia e nei Paesi sede di conflitti il ruolo della radio è ancora centrale. “Il vantaggio della radio, rispetto alla tv o al digitale, è che costa poco farla, costa poco ascoltarla e costa poco mettere in piedi una rete radiofonica nazionale”.

In una delle ultime puntate, Borgnino ha raccontato i suoni dalla Grecia e, nello specifico, le ultime voci dalla redazione della radio televisione di stato ERT, che l’11 giugno del 2013 è stata chiusa dal governo perché ritenuta troppo costosa. “Ma questo non era vero, aveva un bilancio in attivo”, dice Borgnino. “La realtà è che non era possibile controllarla politicamente. È stata chiusa con un decreto del governo, peraltro sconfessato pochi giorni dopo. Ma 2.200 dipendenti erano già stati licenziati e, nonostante il 17 giugno il Consiglio di Stato avesse dichiarato illegittima quella decisione, la situazione non è cambiata”. Da quella chiusura una parte dei canali è rimasta attiva: le 19 sedi regionali, dislocate in tutto il Paese, sono state occupate e le trasmissioni gestite da alcuni ex dipendenti in totale autonomia, senza ricevere stipendio. Una situazione che si trascina, ormai, da quasi due anni: un incredibile esempio di correttezza e serietà.

Nel maggio scorso è nata una nuova televisione pubblica greca, di nome Nerit, per la quale sono stati impiegati 700 dipendenti, assunti però con contratti da due o tre mesi e, per di più, con il Ministero delle finanze in funzione di datore di lavoro: una condizione che non garantisce per nulla l’indipendenza dei giornalisti. Un situazione paradossale e poco chiara, quindi, di cui si spera di vedere presto la fine grazie alla vittoria di Alexis Tsipras, leader del partito Syriza.
“Al quarto punto del suo programma c’è proprio la riapertura di ERT – conclude Borgnino – con l’obiettivo di riassumere tutti i giornalisti e di tornare allo stato di cose precedente quell’11 giugno 2013. Se avverrà non lo so dire, ovviamente me lo auguro”.

In attesa di vedere cosa succederà alla radio-televisione di Stato greca, continuiamo a seguire i suoni e le voci di Andrea Borgnino nelle puntate di “Interferenze”, ogni giovedì alle 11 su Radio 3.

 

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