Home»Agenda»Innovation in Development Reporting, i vincitori

Innovation in Development Reporting, i vincitori

0
Shares
Pinterest Google+
Un reportage vincitore 2015, la guerra dell'acqua in Bolivia
Un reportage vincitore 2015, la guerra dell’acqua in Bolivia

Seicentomila euro, questo il premio assegnato al Dagens Nyheter (Svezia), De Corrispondent (Paesi Bassi), Spiegel online (Germania) e WeltN24 (Germania). Sono loro i vincitori del premio speciale assegnato dall’European Journalism Centre (EJC), nell’ambito dell’Innovation in Development Reporting (IDR) Grant Programme, ai media europei che hanno coperto in modo continuativo gli obiettivi dello sviluppo sostenibile globale promossi delle Nazioni Unite.
I vincitori sono stati selezionati tra 44 candidature ricevute dai principali media europei in Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito.

«È stato difficile scegliere i vincitori – ha detto Wilfried Ruetten, direttore dell’EJC –. Vi erano moltissime candidature di alta qualità da parte di ottimi media europei. Siamo felici di poter sostenere il giornalismo a questi livelli. Siamo convinti che ciò possa creare la consapevolezza necessaria, anche con gli stessi media, della vitalità del giornalismo di qualità sui temi dello sviluppo internazionale».

Peter Wolodarski, redattore capo della svedese Dagens Nyheter, ha dichiarato: «Siamo molto felici di questo progetto. Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile sono sottorappresentati, in generale, e vogliamo fare di più in questo campo. Con questo contributo potremo aumentare la nostra copertura, investire nello sviluppo digitale e coinvolgere ancora di più il nostro pubblico. La nostra squadra ha molte grandi idee che ora possiamo trasformare in realtà». Anche Florian Harms, redattore capo di Spiege online, è dello stesso avviso: «È un onore essere tra i vincitori. Trovare strumenti più adeguati per spiegare e comunicare gli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile è una sfida per i media. La nostra sezione di data journalism si occuperà di sviluppare approcci narrativi innovativi e sperimentali e siamo veramente lieti di poter coprire questo argomento in un modo coinvolgente e positivo».

La situazione dei rifugiati in un campo progughi in Etiopia, un progetto vincitore 2013
La situazione dei rifugiati in un campo profughi in Etiopia, un reportage vincitore 2013

Per il direttore editoriale di De Corrispondent Karel Smouter è importante coinvolgere i lettori: «Investiamo le nostre risorse nella produzione di storie che durino più di un giorno, una settimana, un mese o anche un anno. Ma come rendere i nostri lettori consapevoli su questi argomenti e sulla loro importanza? Questo premio permette ai nostri progettisti, sviluppatori, giornalisti e traduttori di trovare nuovi modi per coinvolgere il pubblico, accompagnandolo passo dopo passo nel nostro viaggio nel mondo delle Nazioni Unite e dei suoi obiettivi globali». «Siamo entusiasti di essere sostenuti da questo premio – aggiunge Jan-Eric Peters, redattore capo della WeltN24, il gruppo editoriale che pubblica Die Welt, Welt am Sonntag e N24 – Si tratta di una grande opportunità per sviluppare un nuovo format multimediale ed evidenziare un tema importante di solito poco presente nella nostra copertura di tutti i giorni».
Per maggiori dettagli sui progetti vincitori si può visitare il sito. I quattro vincitori di questa call così come i 15 vincitori del bando ordinario IDR si riuniranno in una due giorni di formazione, il 10 e 11 dicembre. La prossima scadenza del bando è per il 2 marzo 2016. Per presentare una domanda online il modulo è disponibile qui. Il premio è stato lanciato nel 2013 dall’EJC con il sostegno della Bill & Melinda Gates Foundation. Dal 2013 ha finanziato 82 progetti. Per il periodo 2015-2016 dispone di 1.785.000 dollari da assegnare a progetti giornalistici innovativi incentrati sui temi dello sviluppo globale.
Il Centro europeo di giornalismo (EJC), fondazione internazionale senza scopo di lucro, vuole rafforzare e sostenere il giornalismo di qualità in Europa e sostenere iniziative per la libertà di stampa nei paesi emergenti e in via di sviluppo.

Previous post

Attentati di Parigi: la cattiva informazione

Next post

Tra Caffè e Maison, un legame che continua