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Informazione e sviluppo umano

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A Torino, nella prima giornata del Forum internazionale del progetto DevReporter Network, si incontrano professionisti dell’informazione e mondo dello Sviluppo umano per condividere esperienze maturate per comunicare in questo settore.

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Il Case studies pitches, moderato da Bianca La Placa del Caffè dei Giornalisti

L’Open Space presso l’Arsenale della Pace è  una tappa importante della mattinata con ben 21 postazioni in un’unica sala quasi a sottolineare anche fisicamente la trama della rete che può unire esperienze variegate e virtuose. Apertosi dopo una breve presentazione del programma da parte di Silvia Pochettino (Consorzio delle Ong Piemontesi), gli interventi di Rose Marie Di Donato (Resacoop) e Isabelle Torallas i Boucharlat (Lafede.cat),  ha infatti dato modo di suggellare contatti e scambi in termini rapidi e cordiali. Molti gli spunti  di riflessione per un settore chiamato ad essere sempre meno autoreferenziale se vuole promuovere efficacemente lo sviluppo umano e sociale. Lo si è evidenziato nel Case studies pitches moderato dalla nostra Bianca La Placa che con garbo e precisione svizzera per la gestione dei tempi, ha introdotto e gestito i contributi delle realtà selezionate e il successivo momento aperto alle domande.

No all’informazione che fa uso di porn poverty, no alla semplificazione se vogliamo portare i problemi globali a un livello locale. Sono i dati che possono raccontare la storia e si possono usare con modalità informative nuove e precise, alla portata di tutti per avvicinare e sensibilizzare persone di diversi ambienti.  È la scommessa di Data Atlas che raccoglie e offre gratuitamente dati sullo sviluppo nel mondo e di un gioco che abbiamo inventato per veicolare informazioni”  dice l’olandese Ellen de Lange, di OneWorld, piattaforma di giornalismo su cooperazione internazionale e sostenibilità.

“Con la formula di Me-Mo Magazine – sottolinea  Matteo Dispenza –  abbiamo puntato sulla reputazione di una cooperativa di fotoreporter per un’informazione indipendente  sui diritti umani che unisse giornalismo ed elevata tecnologia di comunicazione. Ci siamo resi conto che la velocizzazione dell’informazione e la sua brevità possono essere un vero rischio per la qualità, se non addirittura un attentato al nostro livello di concentrazione. Ecco perché uniamo foto di qualità all’ infografica ma anche a scritti non brevissimi, per sollecitare all’approfondimento”.

Il giornalista Andrea Paracchini, novarese di nascita, fa invece parte della redazione di Altermondes,  citizen magazine francese che coinvolge professionisti dell’informazione e organizzazioni della  società civile, sperimentando modalità di informazione che possano agganciare in maniera attiva anche i non amanti dei social network per coinvolgere fasce sempre più ampie nella costruzione partecipata e nella  diffusione dell’informazione.

Questo infatti è uno dei temi del giorno: verificare quanto funziona l’informazione in un settore che non è sostenuto dai grandi media vuol dire verificare i dati di circolazione quantitativa della notizia in ambiti anche “ibridi”,  dove si mescolano persone di variegata esperienza, ma anche avere percezione della sua permanenza, della sua ricaduta nella responsabilizzazione dei fruitori, perché sappiamo che la conoscenza che aiuta ad abbattere stereotipi e stimola la curiosità e il dialogo  produce le  buone attività condivise. Ancora di più, quindi, i percorsi della qualità dell’informazione  e  dell’efficacia della promozione dello sviluppo umano si intrecciano virtuosamente.

Per maggiori informazioni: https://piemontedevreporter.wordpress.com/

 

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