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Il sacrificio di Anja

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Lo scorso 4 aprile, la fotoreporter di guerra tedesca Anja Niedringhaus, 48 anni, è stata barbaramente assassinata nell’Afghanistan orientale, da un uomo vestito da poliziotto che ha fatto fuoco contro la donna e la collega canadese Kathy Gannon, rimasta gravemente ferita nell’agguato. La notizia ha scosso il mondo dell’informazione anche perché la Niedringhaus era l’unica donna, nella squadra di fotografi dell’agenzia Ap, che aveva ricevuto il premio Pulitzer (nel 2005) per la sua copertura iconografica della guerra in Iraq ed era stata insignita del premio al Coraggio della Fondazione internazionale donne nei media nel 2006.

Il vile omicidio – avvenuto a Khost, cittadina vicina al confine col Pakistan – non è un episodio isolato: l’assassinio è avvenuto alla vigilia delle elezioni presidenziali e i talebani afghani avevano preannunciato una serie di attacchi violenti, volti a sconvolgere il clima della campagna elettorale. Giorni fa, un giornalista di nazionalità afghana di France-Presse era stato ucciso con altre otto persone in un hotel di Kabul.

Stando alle testimonianze raccolte nell’immediatezza del fatto, un militante talebano (comandante delle forze di polizia locali) avrebbe aperto il fuoco con un fucile mitragliatore AK 57 sul convoglio su cui viaggiavano la fotografa e la collega canadese. L’automobile era protetta dall’esercito afghano e dalla polizia: insieme alle due donne viaggiavano altre due persone, entrambe sopravvissute all’attentato.

Al nome di Anja Niedringhaus è indissolubilmente legata la copertura fotografica dell’attentato alla base italiana di Nassiriya del 2003, che provocò 28 vittime: tra queste, 19 militari italiani. Il direttore esecutivo di Ap, Kathleen Carroll, ha ricordato così la fotoreporter: «Anja e Kathy, l’altra reporter ferita, hanno passato insieme molti anni a coprire gli eventi in Afghanistan, a raccontare il conflitto e la sua gente. Anja era una giornalista appassionata, dinamica, molto amata per le sue fotografie, per il suo cuore e la sua gioia per la vita. La sua perdita ci spezza il cuore».

Anja Niedringhaus era nata a Höxter, in Germania, nel 1965. Da adolescente lavorò come freelance per un giornale locale e, dopo la laurea in letteratura, filosofia e giornalismo entrò nel team della European Press Photo Agency (Epa), anche grazie agli scatti realizzati nei giorni della caduta del Muro di Berlino. Parte di Ap dal 2002, non era solo una apprezzata fotoreporter di guerra: sono celebri anche alcuni suoi scatti sportivi, realizzati alle Olimpiadi e nel torneo di Wimbledon.

Il New York Times ha dedicato un commosso ricordo alla fotogiornalista, con una galleria fotografica che mostra alcuni dei suoi scatti più celebri. Tra questi, spicca l’immagine del militare italiano, disperato di fronte alle rovine della base italiana dopo l’attacco terroristico del 2003.

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