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Il giornalismo del Mediterraneo si ritrova a Otranto

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Il Festival Giornalisti del Mediterraneo compie dieci anni e li festeggia come sempre a Otranto, dal 10 al 16 settembre, proponendo contemporaneamente in cinque piazze del borgo vecchio incontri su Mediterraneo, diritti e giornalismo. Ne parliamo con Tommaso Forte, event manager e autore del Festival.

«Quasi tutti gli incontri sono riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti per la formazione professionale, ma la grande caratteristica del festival è quella di essere aperto a tutti: giornalisti e cittadini si ritrovano tutti insieme in piazza, ad ascoltare gli stessi dibattiti. Questo è il format che in passato ci ha dato grandi risultati e che viene replicato anche in questa edizione. Vogliamo essere aperti a tutti, non restare chiusi tra quattro mura. Vogliamo ascoltare e parlare con tutti».

Quali sono le particolarità di questa edizione?
«Tra le novità c’è il dibattito con il commissario Carlo Parini, comandante del Gicic, gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa: praticamente il primo nucleo investigativo dedicato alla caccia degli scafisti. C’è anche una grande presenza della stampa estera».

Questo è l’anno del decennale. Che bilancio fa di questo festival?
«Siamo stati molto coraggiosi, alternando momenti di debolezza e di sconforto con altri più positivi. Anche quello del giornalismo è un mondo di lobbisti, ma credevo nelle mie idee e nel mio progetto. Se siamo riusciti ad arrivare fin qui, il merito va anche alla città di Otranto, che è sempre stata un grande partner. Questo ci ha aiutato a costruire un festival che ora è conosciuto e ben considerato».

Dal punto di vista sociale e politico come sono cambiate le cose riguardo ai temi che trattate?
«Molte sono rimaste uguali. Sono cambiate le dinamiche. Se prendiamo il tema degli sbarchi, possiamo dire che ora la classe politica comunica in modo completamente diverso. Pensiamo solo all’utilizzo dei social, che dieci anni fa non contavano quasi nulla. Si accendono i riflettori su questi temi. E questo è comunque positivo. Ad esempio, uno dei dibattiti che si svolgeranno nei giorni del Festival è un forum al quale prenderanno parte i cinque ambasciatori di Spagna, Libia, Tunisia, Malta e Marocco».

Alessio Lasta

Alla giuria del Festival sono arrivati oltre 130 lavori. Il vincitore del concorso Giornalisti del Mediterrano è Alessio Lasta (La7)con “Dreaming France. La rotta nella neve dei migranti sulle Alpi”, un servizio che parla di migrazioni da un’altra prospettiva, non quella degli sbarchi e dell’arrivo dei migranti via mare, ma del passaggio tra le montagne, una rotta non meno pericolosa.

Nelle altre sezioni spiccano tra i vincitori le firme dei maggiori media. Per la sezione Pace e Immigrazione il riconoscimento va a Gaia Mombelli, autrice del servizio “Nigeria, viaggio all’inferno” trasmesso da SkyTg24, mentre nella sezione Mediterraneo e diritti negati il premio va a Sara Lucaroni con “Migranti d’organi”, pubblicato sull’Espresso. Per la sezione Terrorismo internazionale le vincitrici sono Sara Manisera e Arianna Pagani con “Raqqa, le donne cecchino che terrorizzano l’Isis”, pubblicato sul settimanale Millennium. «Sono giornaliste dotate di grande coraggio – spiega Forte – girano il Medio Oriente da sole, sono giovani e precarie, vanno a fare i loro reportage e li vendono senza garanzie. Le loro caratteristiche sono qualità e ambizione. Molti dei partecipanti al festival sono giovani giornalisti: non si vuole dare solo spazio ai soliti noti, vogliamo anche presentare nuove firme che si caratterizzano per la qualità del loro lavoro».

Il Premio Giuria va Stefano Rizzato con “Nelle stanze del Labanof”, pubblicato dalla Stampa, mentre il Premio Città di Otranto lo vince Francesca Paci per il servizio “Nella Tunisia in rivolta”, pubblicato dalla Stampa. Asmae Dachan riceve il Premio per la Pace e l’Integrazione tra i popoli per il servizio “Porto Franco”, pubblicato da Panorama. Paola Moscardino ottiene il premio ‘giornalismo d’inchiesta’, per il reportage “I braccianti delle angurie a 1 centesimo“, trasmesso da La7. A Lucia Capuzzi va invece il premio per il miglior reportage per il servizio “Al di là della rete a Ceuta, la porta (chiusa) del futuro” pubblicato sull’Avvenire. Massimiliano Menichetti di Vatican News, coordinatore del Centro Editoriale Multimediale della Città del Vaticano, riceve invece il premio per l’innovazione tecnologica mentre a Laura Tangherlini, Rai News, (fuori concorso) va il premio per la solidarietà e l’impegno civile. Molti gli “amici” del Caffè dei Giornalisti presenti al Otranto, come Laura Silvia Battaglia, che partecipa al dibattito su “Fake news, giornalismo e guerra” e presenta il libro La sposa Yemenita. Il Festival è promosso e organizzato dall’Associazione Terra del Mediterraneo, in partnership con il Comune di Otranto, Regione Puglia, Università di Bari e Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise. Lo scorso anno il Festival è stato seguito da circa 10.000 persone.

 

 

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