Home»Professione giornalista»IFJ, dal Congresso di Tunisi una nuova Carta etica per i giornalisti

IFJ, dal Congresso di Tunisi una nuova Carta etica per i giornalisti

4
Shares
Pinterest Google+

Una nuova Carta etica per i giornalisti. Questo il risultato più importante emerso dal 30° congresso mondiale dell’IFJ (la Federazione internazionale dei giornalisti), che si è svolto a Tunisi a giugno e ha visto riuniti 300 delegati, in rappresentanza dei sindacati di giornalisti di tutto il mondo.

Approvato dopo mesi di consultazioni, il documento sviluppa e rafforza gli standard etici stabiliti dalla precedente Dichiarazione dei principi sulla condotta dei giornalisti del 1954, il testo che fino a ora rappresentava il modello di riferimento per l’etica giornalistica. Questa precedente dichiarazione era stata redatta a Bordeaux ed era stata aggiornata l’ultima volta nel 1986: da qui la necessità di una nuova Carta, adatta alle attuali sfide dei media.

La Carta è stata scritta da un gruppo di lavoro di 16 persone. Il documento preparatorio è stato convalidato dal Comitato Esecutivo dell’IFJ a Ramallah, in Palestina, nel novembre scorso. È stato quindi presentato a 187 membri della Federazione prima di essere approvato dal Congresso di Tunisi. Si basa su testi di diritto internazionale, in particolare la Dichiarazione universale dei diritti umani, contiene 16 articoli e definisce i doveri e i diritti dei giornalisti in materia di etica.

Il preambolo  afferma che “la responsabilità del giornalista nei confronti del pubblico ha la precedenza su ogni altra responsabilità, in particolare nei confronti dei datori di lavoro e delle autorità pubbliche”. Ricorda anche che il giornalismo è una “professione” che “richiede tempo, risorse e mezzi per praticare”. Altre disposizioni riguardano il rispetto della verità, la verifica dei fatti, la solidarietà con i colleghi, i conflitti di interesse, la protezione delle fonti e la discriminazione.

«L’adozione della Carta globale sull’etica dei giornalisti è una pietra miliare nella storia dell’IFJ perché proprio l’etica è stata uno dei pilastri fondatori dell’IFJ quando fu creata nel 1926 a Parigi – spiega il segretario generale dell’IFJ, Anthony Bellanger – Questo nuovo documento riprende i doveri professionali stabiliti nel 1954, ma include anche i diritti, in un mondo in cui la professione viene violata. Ora i giornalisti di tutto il mondo saranno in grado di identificarsi con la Carta Etica dell’IFJ e utilizzarla contro datori di lavoro senza scrupoli».

L’IFJ, organizzazione che vanta 600.000 membri da oltre 180 sindacati affiliati in 140 paesi, promuoverà la Carta nei luoghi di lavoro e nei media di tutto il mondo.

Il congresso di Tunisi è servito anche ad approvare il programma di lavoro dell’IFJ 2019-2022: una roadmap verso il rafforzamento dell’IFJ come voce per i giornalisti, per sostenerli nelle lotte contro il lavoro precario e gli abusi, e per tutelare l’uguaglianza di genere nei media, la libertà di stampa e il ruolo delle organizzazioni locali dei giornalisti.

«Il Congresso triennale di IFJ consente ai delegati di tutto il mondo di incontrarsi, discutere il programma di lavoro ed eleggere un nuovo Comitato esecutivo e nuovi dirigenti – ha detto il presidente di IFJ, Philippe Leruth – Il Congresso di Tunisi inoltre è storico, poiché è la prima volta che l’IFJ tiene il suo congresso in Africa e in un paese arabo».

Scarica la Carta etica dei giornalisti

Le immagini del congresso, fotografie di Frédéric Moreau de Bellaing

Previous post

Othman Selmi: sguardo ottimista e critico di un illustratore in Tunisia

Next post

Chi (non) lo ha detto: guida per usare le citazioni. Quelle vere