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I TG dimenticano l’ambiente

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climate-change-fox-news.w750.h560.2xMentre a Parigi si sta svolgendo la Conferenza mondiale sul clima  l’Osservatorio Eco-Media presenta a Roma il secondo Rapporto “L’informazione ambientale in Italia”, nel corso del Forum nazionale “Ambiente tra informazione ed economia”, promosso da Pentapolis Onlus in collaborazione con l’Università Lumsa.

I risultati? L’ambiente non sfonda sui telegiornali italiani: solo il 3,3% dei servizi dei sette principali notiziari italiani (Rai, Mediaset e La7) parla nel prime time di tematiche ambientali.

Si parla soprattutto di incidenti/calamità (tempeste e alluvioni, tornado e trombe d’aria, siccità ed incendi, epidemie che colpiscono flora o fauna, terremoti, situazioni di dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici); seguiti da notizie sul meteo (maltempo e condizioni meteorologiche – che non generano incidenti o calamità) e curiosità, ad esempio sul consumo di gelati nella stagione calda, i bagni nelle fontane ecc.; quindi vi sono notizie sul degrado/inciviltà (reati di tipo ambientale, incuria, inquinamento, maltrattamento degli animali); poi sulla natura e sulle best practices (azioni che permettono di ottenere migliori risultati in svariati contesti, come l’impiego di nuove energie sostenibili o la formulazione di piani di sviluppo o salvaguardia dell’ambiente).

E quando si parla di ambiente il tono è soprattutto allarmistico. Prevalgono i racconti più ansiogeni per fenomeni che sembrano sfuggire al controllo dell’uomo, per mancanza di volontà o per impotenza a predisporre strumenti di prevenzione e protezione; nelle descrizioni di situazioni particolarmente gravi (dal terremoto in Nepal alle altre catastrofi naturali); per fatti in cui il fattore umano è ritenuto responsabile (servizi su inquinamento, degrado e incuria ecc.); o in situazioni con forte contenuto emotivo, spesso accompagnato da musica commovente ed intensa. I toni più rassicuranti si ritrovano nei servizi sulle best practices, nelle notizie soft (reportage con immagini piacevoli di natura e paesaggi, servizi con protagonisti gli animali ecc.) o in quelle dedicate agli aiuti umanitari alle popolazioni colpite da disastri ambientali, al salvataggio di animali ecc. Un profilo neutrale riguarda infine le notizie che presentano i fatti senza particolare enfasi, come la cronaca delle condizioni meteo nelle città italiane.

Massimiliano Pontillo
Massimiliano Pontillo, presidente Pentapolis Onlus

«L’Osservatorio Eco-Media – spiega Massimiliano Pontillo, presidente Pentapolis Onlus – vuole stimolare coloro che governano il settore dei media, ossia i grandi editori, affinché le tematiche ambientali non continuino ad essere relegate alle emergenze e ai disastri naturali, ma abbiano uno spazio costante e siano più connesse con le questioni economiche. Si produrrebbe così un circolo emulativo virtuoso a tutti i livelli e un’attenzione maggiore del decisore pubblico». Il rapporto completo è disponibile qui in pdf.

Il progetto si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica; del partenariato con Lumsa e Osservatorio di Pavia; della collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e con l’Ordine dei Giornalisti; del patrocinio di Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente, Ispra; della partecipazione di Cittadinanzattiva, Csr Manager Network, Fondazione Global Compact Network Italia, Fondazione UniVerde, Greenaccord; del sostegno di Novamont e Rio Mare; del contributo di Terna e Toyota; partner media Eco in Città; partner tecnici Arti Grafiche Boccia e Tetra Pak.

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