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I limiti della libertà nella scrittura

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Gli scrittori e giornalisti Chawki Amari (a sinistra) e Kamel Daoud (a destra)

Non temono né fatwe, né di essere messi al bando, né le campagne diffamatorie che i loro scritti potevano attirare in alcuni ambienti dell’Algeria ostili al libero pensiero. Chawki Amari (nato nel 1964) e Kamel Daoud (nato nel 1970) scrittori e giornalisti, hanno scelto entrambi, contro ogni previsione, di farsi prendere dalle parole per stare al mondo. Hanno visto i loro anni migliori confiscati dal decennio nero. Sopravvissuti alla violenza della storia, hanno l’insolenza e la temerarietà di chi non ha più molto da perdere…

Chawki Amari ha scelto le armi di un umorismo corrosivo, in una scrittura dell’assurdo, per puntare ai mali del suo paese; Kamel Daoud, ha registrato un successo clamoroso sulla scena letteraria internazionale con “Contro-inchiesta Meursault” (Premio Goncourt per il primo romanzo nel 2015). In questa storia, ha schernito l’opera basilare del vecchio paese colonizzatore, decostruendo gli elementi narrativi de “Lo straniero”, di Camus, per sparpagliarli in un puzzle impossibile di una ricerca di identità in piena Algeria post coloniale

Articolo ripreso da Babelmed vai al sito
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Questo per ciò che riguarda la letteratura. Per quanto riguarda il giornalismo, i nostri due cronisti non esitano a scuotere le menti e ad oltrepassare le linee rosse quando si tratta di commentare l’attualità algerina, guidando anche sulla scia dei loro critici, un pubblico giovane e iper attivo sui social network. Abbastanza per alimentare le polemiche che attraversano la società algerina.

Ma fino a che punto è possibile spingere i limiti della libertà nella scrittura? È a questa vasta domanda che cercheranno di rispondere durante la conferenza in programma a l’Istituto francese di Algeri il prossimo 19 settembre alle 18. La serata sarà moderata da Nordine Azzouz, giornalista, caporedattore del quotidiano Reporter.

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