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Giornalisti coraggiosi

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Da sinistra Mamo, Callimachi, Paci
Da sinistra Mamo, Callimachi, Paci

Rukmini Maria Callimachi, Francesca Paci e Alessio Mamo: sono loro i vincitori dell’undicesima edizione del Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli, l’inviata del Corriere della Sera uccisa con altri tre colleghi in un agguato in Afghanistan, il 19 novembre del 2001.
Francesca Paci, giornalista de La Stampa, corrispondente da Gerusalemme e da Londra, esperta di Medio oriente, e autrice di vari libri sull’Islam, ha vinto nella categoria “Giornalisti italiani”. Ha già vinto il Premio giornalistico Luchetta, il Premiolino Giovani e il Premio Colombe d’Oro per la Pace.

Alessio Momo, fotografo catanese, ha pubblicato i suoi scatti sulle maggiori testate nazionali e internazionali tra cui Time, Newsweek, National Geographic, L’Espresso, Der Spiegel e The Guardian ha vinto la categoria “Giornalisti siciliani emergenti”. I suoi lavori lo hanno portato in Nepal, a raccontare il disastro naturale del recente terremoto, e in Medio Oriente, così come nei Balcani, a documentare l’esodo dei rifugiati siriani.

Rukmini Maria Callimachi, nata a Bucarest nel 1973, ha studiato in America. Esperta di estremismo islamico, corrispondente del New York Times dal 2014, per due volte finalista al Premio Pulitzer, si è aggiudicata la vittoria nella categoria “Giornalisti stranieri”. Callimachi ha iniziato come freelance dall’India per Time Magazine nel 2001. Poi ha lavorato per dieci anni per l’Associated Press, è stata il capo del West Africa Bureau con sede in Senegal e responsabile per 20 Paesi. La sua serie “The Al Qaeda Papers”, basata su documenti trovati in un ex quartier generale in Mali, ha raccontato il complesso sistema di finanziamento dell’organizzazione. Per la serie di articoli “Underwriting Jihad” (sui riscatti pagati dai governi europei per gli ostaggi di Al Qaeda) ha vinto il George Polk Award.

I premi verranno assegnati sabato 21 novembre 2015 al Teatro Eliseo di Santa Venerina (Catania). In mattinata, all’Università di Catania, si terrà la lectio magistralis dei tre premiati.

Maria Grazia Cutuli
Maria Grazia Cutuli

Il Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli è nato nel 2005, tre anni prima della Fondazione, ad opera della Rcs Quotidiani, della Provincia regionale di Catania e del Comune di Santa Venerina. Nel 2008 è stato rilevato dalla Fondazione che da allora lo organizza e lo gestisce in collaborazione con i soci e le quattro Università siciliane: Palermo, Catania, Messina, Enna.

L’obiettivo del Premio è innanzitutto quello di tramandare la memoria di Maria Grazia Cutuli individuando e segnalando giornalisti – stranieri e italiani – “che svolgono il loro lavoro con professionalità e rigore morale, in zone o in situazioni pericolose, affrontando disagi, sacrifici e, spesso, rischi per la propria incolumità fisica”. Come agisce la Fondazione? Sostenendo progetti nel campo dell’istruzione e della formazione giornalistica, stimolando un’effettiva libertà di stampa e della completezza dell’informazione. Vuole inoltre aiutare i giovani che intraprendono la professione giornalistica e le donne che incontrano difficoltà nell’accesso o nello svolgimento di questa professione.

Centrale è la creazione di condizioni per una maggiore sicurezza dei giornalisti e degli operatori della comunicazione che svolgano la loro attività in zone di guerra o di guerriglia, in aree instabili per motivi politici o sottoposte ad attacchi terroristici o colpite da calamità naturali.

In questo spirito, i fondatori della Fondazione Cutuli Onlus – e in particolare RCS MediaGroup, il Comune di Roma, la Fnsi e l’Ordine dei Giornalisti – hanno promosso anche il corso di perfezionamento post-universitario per inviati in aree di crisi intitolato a Maria Grazia Cutuli.

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