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Freepress: disegnare il dissenso per una stampa libera

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“Nemici del popolo”. Così il presidente Donald Trump definisce i giornalisti. Buoni, secondo lui, solo a diffondere notizie false (e tendenziose, soprattutto se riguardano i suoi rapporti con Putin). D’altra parte, con i media Trump non ha mai avuto buoni rapporti in questi anni e non ha mai perso l’occasione di ribadire la – scarsa – considerazione che ha di loro. Ma quando è troppo è troppo, devono aver pensato al Boston Globe, che nei giorni scorsi ha risposto alle continue provocazioni che arrivano dalla Casa Bianca lanciando la campagna #freepress e l’hasthag #EnemyOfNone, i giornalisti non sono nemici di nessuno.

Boston Globe, Christopher Weyant

Il Boston Globe ha quindi chiesto ai media Usa di prendere posizione in favore della libertà di stampa e di pubblicare un editoriale nel quale far sentire la propria voce. Hanno risposto oltre 350 giornali online e non, nazionali, locali, americani e stranieri, come il quotidiano inglese The Guardian.

«Abbiamo chiesto ai comitati editoriali di tutto il paese – liberali e conservatori, grandi e piccoli – di unirsi a noi oggi per affrontare questa minaccia fondamentale con le loro stesse parole», spiegano al Globe. Ognuna delle testate che ha aderito alla campagna ‎ha interpretato a proprio modo il valore del proprio lavoro, per informare i propri lettori e per rispondere all’aggressività di Trump.

Arizona Daily Star, David Fitzsimmons

Il Boston Globe, ad esempio, nell’editoriale intitolato “I giornalisti non sono il nemico”, ha sostenuto che la stampa libera è stata un principio americano fondamentale per oltre 200 anni. Il New York Times ha titolato “Una stampa libera ha bisogno di voi”, e ha definito gli attacchi di Trump “pericolosi per la linfa vitale della democrazia”. La Prsa (Public relations association of America), per la prima volta nella sua lunga storia, ha sostenuto un’iniziativa simile.

Ma c’è anche chi l’ha messa sul ridere, o almeno ci ha provato, come i disegnatori e illustratori che dalla California all’Arizona, da Boston a Chattanooga passando per i media online, hanno temperato ben bene le matite per far sentire il loro punto di vista, aderendo con le loro vignette alla campagna.

Columbus Dispatch, Nate Beeler

E la reazione di Trump non si è fatta attendere. Senza abbassare i toni, il presidente sul suo account Donald J. Trump (@realDonaldTrump) ha twittato, in parte in maiuscolo, che ‘THE FAKE NEWS MEDIA IS THE OPPOSITION PARTY. It is very bad for our great Country…. BUT WE ARE WINNING! (I media fake new‎s sono il partito di opposizione. E questo è male per il nostro grande Paese. Ma stiamo vincendo!)

Sacramento Bee, Jack Ohman

E ancora: “Non c’è niente che vorrei di più per il nostro Paese che la vera libertà della stampa. Il fatto è che la stampa è LIBERA di scrivere e dire tutto ciò che vuole, ma molto di quello che dice è FAKE NEWS, spingendo un’agenda politica o semplicemente cercando di ferire le persone. L’ONESTÀ VINCE!”

D’altra parte, i sostenitori di Trump avevano lanciato l’hashtag “CNN sucks!” contro la televisione: non certo il massimo, in termini di dialettica.

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