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Fidarsi dei giornali? Meglio i social

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2016_Global_Trust_BarometerFidarsi dei giornali? Meglio il parere di un amico. Questo almeno quanto emerge dai risultati appena pubblicati del “Trust Barometer 2016”, indagine annuale realizzato da Edelman, una delle principali società di marketing di comunicazione globale. Il rapporto, giunto alla sedicesima edizione e condotto in 27 nazioni compresa l’Italia, su un campione di 33mila unità tra i 25 ed i 64 anni, è volto a identificare il livello di fiducia nei confronti di organizzazioni non governative, aziende, media e governi.

Complessivamente, la fiducia cresce. Ma per quanto riguarda i media la fiducia arriva solo al 47%. Percentuale che arriva al 57% nel segmento del “pubblico informato”, cioè con livelli di istruzione e reddito maggiori.

Per il secondo anno consecutivo sono i motori di ricerca la fonte d’informazione in cui le persone ripongono maggior fiducia. In pratica si crede cioè più ad un titolo letto su Google che non a quello letto sul sito web di una testata. Secondo il rapporto di Edelman, il 78% ha fiducia nelle notizie condivise online da conoscenti e familiari mentre quella negli “esperti accademici” è al 65% e al 44% per i giornalisti.

Aumenta inoltre il divario nella fiducia tra i pubblico informato e il pubblico di massa. «Stiamo registrando una disparità di fiducia in tutto il mondo – spiega Richard Edelman, presidente e CEO di Edelman – ciò porta una serie di potenziali conseguenze, tra cui l’ascesa di politici populisti, il blocco dell’innovazione e il sorgere di protezionismo».

Gli intervistati fanno sempre più affidamento su una “persona come loro stessi”, più che su un amministratore o un funzionario. Sui social network e i siti di condivisione dei contenuti, gli intervistati hanno più fiducia nei familiari e amici (78%) che in un amministratore delegato (49%).
«Dobbiamo andare oltre la “grande illusione” che la massa continuerà a seguire le élite – dice Edelman – Questa illusione si basava sulla convinzione che i pubblici informati avessero accesso a informazioni superiori. Ma la democratizzazione delle informazioni di alto profilo, il palesarsi di comportamenti scorretti, insieme alle crescenti disuguaglianze di reddito, hanno annullato queste convinzioni. La fiducia del pubblico di massa non può più essere data per scontata».

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