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Fabio Bucciarelli ci presenta Me-Mo magazine

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Fabio Bucciarelli, Sirte, Libia 2011. I ribelli libici, in guerra contro i soldati di Gheddafi, riposano accanto ad un carro armato
Fabio Bucciarelli, Sirte, Libia, 2011.
I ribelli libici, in guerra contro i soldati di Gheddafi, riposano accanto ad un carro armato

Unire il potenziale del digitale con la qualità e l’etica del fotogiornalismo tradizionale. Questi gli obiettivi di Me-Mo nuovo magazine digitale nato dall’idea di 5 pluripremiati fotografi, che con le loro immagini stanno raccontando le guerre e le zone dimenticate del mondo.

Ne abbiamo parlato con Fabio Bucciarelli, reporter torinese che ha ricevuto i più grandi riconoscimenti nel fotogiornalismo (come la Robert Capa Gold Medal, il Prix Bayeux-Calvados, il World Press Photo, POYi, BOP e il Word Report Award), ideatore del progetto insieme agli spagnoli Manu Brabo, José Colón, Diego Ibarra Sánchez e Guillem Valle.

“Me-Mo magazine, che vuol dire “Memory in Motion”, memoria in movimento, è nato per creare una piattaforma nuova di fotogiornalismo, che sfrutti le potenzialità delle nuove tecnologie – spiega Bucciarelli – Con l’avvento del digitale i giornali hanno perso lettori, perché non hanno fatto altro che aggiungere ai contenuti tradizionali video o contenuti web”. Ma il digitale ha molte più risorse, e Me-Mo cerca di sfruttarle appieno, a 360°, per creare una totale immersione nel racconto, direttamente sul proprio tablet.

Anti Gaddafi demonstration in Benghazi on March 1, 2011. Benghazi, Libya.On February 2011, Thousands of libyan citizens took to the street to protast against Gaddafi's government. Peaceful demonstrations were met with violence and opression by the libyan regime. This fact triggered a eight months-long civil war which ended with the capture and the killing of Gaddafi.
Fabio Bucciarelli, Bengasi, Libia, 2011.
Manifestazione pacifica anti Gheddafi a Bengasi, violentemente oppressa dal regime libico.

Il digitale permette l’interazione e di unire alle immagini e agli approfondimenti, infografiche, video, suoni… pur restando magazine “storico” che rispetta i lavori classici”.

Il primo numero di Me-Mo, uscito il 19 gennaio è dedicato alla paura, la paura della guerra, di non avere libertà o educazione, la paura di non farcela e quella di non essere accettato. Contiene cinque reportage, dalla Libia al Pakistan, passando attraverso l’Ucraina e la Spagna, raccontate dai 5 fotografi fondatori della rivista.

Nei prossimi numeri, 4 all’anno, nelle versioni in inglese, spagnolo e italiano, non mancheranno contributi di giornalisti riconosciuti, reportage dei migliori fotografi mondiali attuali e commenti di fotografi di vecchia data.

Utilizzeremo tutte le arti che possono completare l’informazione della fotografia, passando da un mezzo all’altro e con un progetto grafico accattivante. Il secondo numero, che uscirà a maggio, sarà dedicato alla disgregazione e conterrà anche una graphic novel. Si parlerà di Libia, dei profughi della Primavera Araba, di Lampedusa, della Turchia, dell’Ucraina e della disgregazione di un paese, di Melilla e di chi cerca di entrare in Europa”.

Chi teme la fine dell’informazione di qualità, può quindi rassicurarsi. L’App di Me-Mo è stata per 48 ore, dalla sua uscita, la terza più scaricata in Italia. E il crowdfunding lanciato nel giugno scorso ha raccolto il 150% della somma prefissata, con donazioni giunte da 140 Paesi nel mondo. Segno che c’è interesse, da parte dei lettori, ma anche da parte del mercato editoriale, che ne ha colto il potenziale.

10835131_1523025011297247_6535316749965977872_o“Abbiamo creato una cooperativa e Me-Mo è solo la punta di diamante. Con gli sviluppatori abbiamo creato un prodotto che possa essere acquistabile da altri giornali interessati a fare questo tipo di informazione”.

Per “sfogliare” Me-Mo basta scaricare l’App e comprare i singoli numeri o si sottoscrive un abbonamento, che in Italia è anche in collaborazione con La Stampa. Per ora è disponibile solo per iPad ma presto sarà anche per Google Play e per la fine anno si pensa ad una versione desktop.

Tutti i dettagli su www.memo-mag.com

 

 

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