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Turchia: più donne in diplomazia, ma pieni diritti e parità restano lontani

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Merve Kavakçı, ambasciatrice turca in Malesia, in lotta per i diritti delle donne musulmane nel suo Paese e nel mondo

In una Turchia dalle mille contraddizioni, ogni tanto, arriva anche una buona notizia, che però non deve fare perdere di vista un quadro che, nel suo complesso, rimane drammatico. Il numero di donne turche in diplomazia negli ultimi anni è aumentato sensibilmente.

In questo momento, le donne rappresentano il 35% del corpo diplomatico. Le ambasciatrici sono il 23% e quelle candidate a ricoprire il ruolo di capomissione sono il 43%. Il futuro, per la diplomazia della Mezzaluna, potrebbe essere ancora più ‘rosa’. All’ultimo concorso diplomatico, infatti, il 50% dei vincitori è stato una donna. Le donne ambasciatrici, oggi, sono 63, 57 di carriera e sei di nomina governativa. Un grosso progresso, se si conta che fra gli anni ’60 e ’70, questo numero era di appena 22. Delle ambasciatrici, 31 lavorano all’estero, in una delle sedi della sempre più vasta rete diplomatica della Mezzaluna. Le altre, sono a capo di uffici importanti.

Sembra, dunque, che la diplomazia si stia allineando a un settore in cui le donne turche hanno una forte tradizione quanto a presenza e risultati raggiunti, quello dell’istruzione. Il 42% dei titolari di un progetto di ricerca è donna, come anche il 31% dei docenti ordinari e il 39% di quelli associati. Anche in questo caso, all’ultima selezione per gli studi post universitari, il 50% dei selezionati era di sesso femminile.

Sono risultati confortanti, ampiamente diffusi dal governo in vista di un delicato voto amministrativo, il prossimo 31 marzo. Ma che non devono fare dimenticare una situazione ancora ben lungi dal poter essere considerata positiva. Secondo le Nazioni Unite, nel 2017 la percentuale di donne che lavorano in Turchia in posizione di dirigente era di appena il 16,7%. Le donne che lavorano sono il 34% della popolazione, il dato più basso della lista dei Paesi maggiormente industrializzati stilata dall’Ocse. Il Paese è posizionato al 130mo posto su 144 del gender gap index del World Economic Forum.

Oltre a questo non va dimenticato il problema, enorme, della violenza domestica, fisica e psicologica. Circa il 40% delle donne in Turchia lamenta di avere sofferto abusi. Le statistiche mostrano che dal 2003 al 2010, ossia nei primi anni di governo del leader islamico, Recep Tayyip Erdogan, sono aumentate le denunce del 1.400%. Una nuova presa di coraggio alla quale, però, sono seguìti provvedimenti di prevenzione validi ma finora implementati solo sulla carta.

Il 2018 si è chiuso con la morte di 440 donne per episodi di violenza domestica e con altre 317 donne che hanno denunciato molestie sessuali.

 

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