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Dietrofront: ai giovani piacciono i giornali. Di carta

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Una delle preoccupazioni più vive per il mercato di giornali e riviste è il crollo della diffusione della carta. Che i ragazzi abbiano perso la cara vecchia abitudine di leggere il giornale, se non nella sua versione surrogata e gratuita sul web, e di frequentare le edicole è un assunto su cui si basano quasi tutte le discussioni sul futuro del giornalismo.

Ecco perché i risultati di una ricerca pubblicata dal Journal of Magazine & New Media Research stupiscono e danno, seppur vadano soppesati, una nuova prospettiva al futuro del giornalismo e del mestiere di scrivere. Gli autori del lavoro, Chris Roberts (professore associato dell’Università dell’Alabama, docente di giornalismo e nuovi media) e la giornalista Elizabeth Bonner, hanno pubblicato dati in sé sconvolgenti: il 73% dei millennial statunitensi (cioè giovani nati in questo secolo, nel caso della ricerca tutti compresi tra i 18 e i 25) anni legge almeno un giornale al mese. E, contrariamente a quanto ci si attenderebbe, non preferisce la versione digitale del prodotto: anzi, solo il 4% di loro acquista i magazine su tablet. Tutti gli altri, lo comprano di carta. Interrogati a riguardo, i giovani hanno spiegato che un giornale di carta è più “bello”, appaga di più, e che (altro spunto davvero interessante) trovano che gli articoli delle riviste cartacee siano di qualità migliore rispetto a quelli che trovano navigando sul web. Gli articoli letti su Internet, secondo loro, sono mediamente meno affidabili, meno controllati, meno selezionati. Tanto che, pur leggendo una data rivista, i ragazzi interpellati dicono di seguire solo nel 23% dei casi il sito della testata e nel 27% le attività sui social network del giornale (Facebook, Twitter, Instagram).

Lo studio ha anche evidenziato come i ragazzi del nuovo millennio siano più orientati ad acquistare giornali e riviste di carta rispetto alle generazioni immediatamente precedenti, cioè di chi aveva la loro età 25 anni fa e circa 15 anni fa.  Come dire: sono i cinquantenni e i quarantenni di oggi, i giovani che hanno “tradito” l’edicola e le pubblicazioni cartacee, mentre i ragazzi di oggi, accusati di aver contribuito ad affossare definitivamente il mondo editoriale tradizionale, si rivelano in realtà molto meno sprovveduti di quanto immaginato e, soprattutto, ben consapevoli di quanto rimanga prezioso e soddisfacente il vecchio mondo della carta stampata.

La ricerca di Roberts e Bonner, effettuata tramite sondaggi preliminari e poi analisi di piccoli gruppi di studenti (tutti universitari e con interessi per la comunicazione: in questo senso, la ricerca ha un limitato valore statistico rispetto alla generalità dei loro coetanei) ha offerto altri risultati notevoli: per esempio, l’interesse vivo per argomenti specifici, specializzati, a discapito di giornali e riviste generaliste. La qualità del prodotto fisico (carta, illustrazioni, grafica): un monito per gli editori, soprattutto quelli dei periodici, che per anni hanno risparmiato sulla grammatura e sugli editor grafici, insieme ai tagli sulla professionalità degli autori degli articoli. Ai giovani piacciono riviste belle, ben fatte, curate, che diano piacere anche alla vista e allo sfoglio.

Come sosteneva con forza Tyler Brûlé, inventore controcorrente di una rivista che punta tutto sulla carta come Monocle, sulla spiaggia e al sole nessuno preferirà mai leggere un giornale su tablet piuttosto che su carta. Infatti, i giovani intervistati per questo studio hanno ribadito il concetto, spiegando che gli schermi digitali sono più problematici da usare all’aperto. 
Dopodiché, certo: i ventenni dei nostri tempi sono pienamente immersi nella rivoluzione digitale, ne sono protagonisti e consapevoli del fatto che non si tornerà ai tempi dei fiumi di inchiostro. Tuttavia, si dicono preoccupati che, un giorno, la carta possa sparire dalle loro scelte per letture e informazione. 

[Il testo completo della ricerca]

 

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