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Dal palco di Riccione, i vincitori e una petizione

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Il fash mob contro la petizione che tutela la libertà commerciale

280 gli autori che da tutto il mondo hanno partecipato alla prima edizione del Dig Award, nato dall’esperienza ventennale del premio Ilaria Alpi, e che si è svolto dal 4 al 6 settembre a Riccione, con le Giornate del giornalismo, organizzate dall’Associazione DIG – Documentari, Inchieste, Giornalismi. Incontri, dibattiti e workshop per parlare di giornalismo d’inchiesta, di reportage e di nuove forme di narrazione e di webdocumentari.

IMG_1004La sezione Videoreporting inchieste è stata vinta da Martin Boudot e Jules Giraudat con ‘The real price of your mobile phone, un documentario che va ad analizzare il costo umano e ambientale nei paesi di produzione di Cina e Congo.

Xavier Muntz con ‘Surrounded by Isis’ ha vinto la sezione Videoreporting Reportage: nel dicembre 2014 Xavier Muntz ha trascorso tre settimane tra gli abitanti della citta di Sinjar in Iraq, circondata dai milintanti Isis, mentre lottavano per la loro vita e la loro terra d’origine.

La sezione Crossmedia reporting è stata vinta da Valerio Muscella e Paolo Palermo con ‘Hotel 4 stelle’, un webdoc realizzato durante un periodo molto lungo, fatto di incontro con le 250 famgilie che hanno occupato un hotel in disuso. Un documentario che ripercorre le giornate e le storie degli abitanti.

IMG_0996Marcello Brecciaroli, Manuele Bonaccorsi e Salvatore Altiero con il progetto ‘Italian Offshore. Who wins and who loses in the new oil rush in the Italian sea?’, sulla nuova corsa nuova corsa al petrolio nel mare Mediterraneo, hanno vinto la sezione Focus on Italy, un premio di 20mila euro che permetterà loro di realizzare il documentario.

Nella sezione che tratta temi di rilevanza civile ed economica per il Premio Coop “Cibo, consumi e ambiente” ha vinto Paul Moreira con l’opera ‘Transgenic Wars’, sul predominio dei prodotti geneticamente modificati in agricoltura.

Nella sezione speciale DIG Data dedicata al data journalism, hanno vinto Iacopo Ottaviani e Isacco Chiaf con l’opera ‘E-Waste Republic’, che affronta il tema dei rifiuti elettrici e elettronici: oltre 40 milioni di tonnellate prodotti in tutto il mondo ogni anno.

Ma il premio non è l’unica attività che l’associazione si propone di fare, Matteo Scanni, presidente dell’Associazione DIG, durante la serata di premiazione ha parlato infatti di “start up” e ha aggiunto che “l’Associazione DIG esiste per creare un network internazionale di giornalisti di qualità: il suo obiettivo è contribuire alla produzione di storie importanti per il pubblico europeo e offrire una casa dedicata al giornalismo d’inchiesta”.

E proprio dal palco di Riccione è stata lanciata l’adesione dell’associazione, e l’invito a diffondere e partecipare, alla petizione, che su Change.org ha già raccolto oltre 400mila firme, per la libertà di informazione e per la libertà d’azione dei giornalisti d’inchiesta. Una petizione che mette in discussione la direttiva europea sulla protezione dei segreti commerciali, approvata in una prima versione il 16 giugno dalla Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo.

E’ Paul Moreira, uno dei più importanti giornalisti investigativi francesi, a parlarne, lanciando con gli studenti della scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso un falsh mob per denunciare il rischio per la libertà di stampa nel caso venisse approvata.

Infatti, questa direttiva, nata per proteggere la proprietà intellettuale, rischia di diventare un ostacolo a chiunque, giornalisti compresi, tentino di denunciare i reati che vedono coinvolte le aziende, multinazionali per prime.

A questo proposito, Matteo Scanni ha ricordato: “Con l’applicazione di questa iniziativa, grandi inchieste come Enimont, Parmalat, il crac Cirio o LuxLeaks sarebbero state a rischio. Invitiamo tutti i cittadini e i colleghi giornalisti a sostenere questa petizione che da oggi come Associazione DIG promuoveremo: in gioco c’è la libertà d’azione dei giornalisti d’inchiesta e il diritto ad essere informati dei cittadini”.

Questo il link per approfondire la direttiva e aderire alla petizione.

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