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Crimini contro i giornalisti, un giorno per dire basta

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La locandina dello scorso anno

Sono 960 i giornalisti assassinati negli ultimi undici anni conteggiati dall’Unesco. Basta questo dato per capire perché nel 2013 l’Assemblea Generale dell’Onu abbia istituito la Giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti. Da allora lEnd Impunity Day si celebra il 2 novembre, per commemorare l’assassinio di due giornalisti francesi in Mali nel novembre del 2013. L’obiettivo è quello di condannare tutti gli attacchi e le violenze contro i giornalisti e i lavoratori dei media e per avere giustizia dei crimini subiti. Inoltre si chiede agli Stati di garantire un ambiente sicuro nel quale i giornalisti possano compiere il prorio lavoro in modo indipendente e senza ingerenze indebite.

Nel solo 2016 il Direttore Generale dell’Unesco ha condannato l’assassinio di 102 giornalisti e operatori dei media e dei social di taglio giornalistico. Nel 2012 (l’anno peggiore per quanto riguarda le uccisioni di giornalisti) si erano avuti ben 124 casi. A questi dati, sempre secondo l’Unesco, bisogna poi aggiungere i tanti giornalisti che quotidianamente sono soggetti ad attacchi non letali, ma che includono torture, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, intimidazioni e molestie in situazioni sia di conflitto sia non di conflitto. Senza dimenticare i rischi di aggressioni sessuali ai danni delle giornaliste donne.
Meno del 10% dei casi viene condannato.
Questa impunità incoraggia gli autori dei reati, che si sentono liberi di perpetrare i loro crimini e, allo stesso tempo, ha un effetto frustante sulla società e sui giornalisti lasciati soli di fronte alle ingiustizie.
L’impunità porta impunità e alimenta un circolo vizioso in cui la società perde la fiducia nel proprio sistema giudiziario. Inoltre di solito le notizie che vengono “silenziate” sono esattamente del genere che il pubblico dovrebbe sapere. L’accesso a informazioni affidabili e di qualità è infatti la pietra angolare della democrazia, del buon governo e delle istituzioni efficaci.
L’End Impunity Day è l’occasione per focalizzare l’attenzione sul questo tema. Per questo la giornata viene celebrata anche in Italia con due convegni previsti a Roma il 23 e il 30 ottobre, organizzati da Ossigeno per l’infornazione e dall’Associazione Stampa Romana.
Il convegno principale, lunedì 23 ottobre, dal titolo “Giornalisti aggrediti, colpevoli impuniti. Che cosa accade in Italia. L’allarme ONU”, si tiene in Senato, presso la Sala Koch ed è aperto dal Presidente del Senato Pietro Grasso. L’evento si svolge per iniziativa di Ossigeno con l’Associazione Stampa Romana e dell’European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF), e con il sostegno della Commissione Europea. L’incontro a Palazzo Madama ha il patricinio del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio, UNESCO, AgCom, Ordine dei Giornalisti, FNSI, FIEG, Associazione Giornalisti Europei, Articolo21.
Gli attacchi che si verificano in tutto il mondo contro i giornalisti, contro la libertà di stampa e di espressione, contro il diritto dei cittadini di essere informati e di esprimere opinioni sono i temi cardine del convegno. Si parla anche delle cause che lasciano impuniti gli aggressori nella quasi totalità dei casi e delle proposte per modificare questa situazione. Insieme ai dati dell’Unesco sulla situazione internazionale sono analizzati quelli sull’Italia, elaborati da Ossigeno per l’Informazione, sia sugli attacchi fisici sia sulle querele e le cause civili utilizzate in maniera strumentale per ostacolare la libertà di espressione, di informazione e di ricerca scientifica.
È invece dedicato nello specifico alle vicende di Roma e del Lazio il convegno del 30 ottobre (Sala Tobagi della FNSI), dal titolo “Allarme a Roma. Presentazione e analisi del Dossier di Ossigeno sulle minacce e gli attacchi ai giornalisti che operano nel Lazio e nella Capitale”. Intervengono fra gli altri Lazzaro Pappagallo, segretario dell’ASR, Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno, Giuseppe F. Mennella, segretario della Onlus, rappresentanti dell’Ordine nazionale e regionale dei giornalisti e della Federazione della Stampa, testimoni delle vicende oggetto del convegno.

Per conoscere tutti gli appuntamenti mondiali legati all’End Impunity Day si veda qui.

 

 

 

 

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