Home»Agenda»Contreras e la tratta dei libici in mostra a Milano

Contreras e la tratta dei libici in mostra a Milano

0
Shares
Pinterest Google+

Una interessante mostra fotografica, firmata da Narciso Contreras, 7° vincitore del Prix Carmignac di fotogiornalismo, è in esposizione al al Palazzo Reale a Milano dal 21 aprile al 13 maggio 2017. Il tema proposto ai fotografi per quest’ultima edizione era quello della Libia, essendo difficile documentare con immagini la situazione di questo paese e del brutale traffico di esseri umani che sta mietendo vittime in continuazione. Contreras ha vinto il concorso con la sua straziante raccolta iconografica “Lybia – A Human marketplace”.

 [dal comunicato stampa] Il fotografo messicano Narciso Contreras mette in luce una nuova crisi umanitaria che vede migranti, rifugiati e richiedenti asilo ritrovarsi in balia delle milizie che li sfruttano a fini commerciali ed economici. Bloccati dentro centri di detenzione, sono sottoposti a condizioni di vita disumane dovute al sovraffollamento delle carceri, all’assenza di infrastrutture sanitarie e ai violenti pestaggi. Nel corso del viaggio, avvenuto da febbraio a giugno 2016, il fotogiornalista ha costruito un racconto avvincente che sottolinea come, invece di essere un luogo di transito per i migranti diretti in Europa, la Libia sia in realtà diventata una roccaforte del traffico di esseri umani dove le persone vengono ogni giorno comprate e vendute. Nel 2009 la Fondation Carmignac crea il Prix Carmignac di Fotogiornalismo con la missione di sostenere ogni anno la produzione di un reportage fotografico e giornalistico di inchiesta sulle violazioni dei diritti umani e della libertà di espressione nel mondo. Con un fondo di 50.000 euro, il Prix Carmignac permette al vincitore di realizzare il suo reportage con il sostegno della Fondation Carmignac che finanzia successivamente, al suo ritorno, una mostra itinerante e la pubblicazione di un libro monografico.

Previous post

Riflessi di guerra, fotogiornalismo tra evocazione e denuncia

Next post

La barca dei giornalisti nel mare del web: l'esempio del Post