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Come si parla di migranti sui media europei?

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european-newspapers-300x200Qual è l’atteggiamento dei media europei nel raccontare la crisi dei migranti? Vi sono differenze nel modo di presentare la questione, tra media dell’Europa occidentale e media baltici o orientali? È quanto rivela la nuova analisi dell’Osservatorio europeo di giornalismo (EJO) dedicata alla copertura della crisi dei migranti dei media europei, svolta in otto paesi. Si tratta del primo studio ad ampio respiro dedicato a come i giornali del continente abbiano trattato lo spostamento di oltre 750 mila persone attraverso il Mediterraneo.

Gli atteggiamenti risultano ben distinti: nell’Europa occidentale i giornali siano stati generalmente più compassionevoli nei confronti dei migranti rispetto ai paesi orientali e baltici che, invece, sono riusultati  più negativi, distaccati emotivamente e anti europeisti.

La ricerca, condotta da otto team dell’Osservatorio europeo di giornalismo di lingua diversa, in Repubblica Ceca, Germania, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Ucraina, ha esaminato tre testate giornalistiche in ogni paese – giornali di sinistra, di destra, di centro o tabloid – per capire come hanno trattato tre eventi cruciali avvenuti tutti a settembre 2015.

Gli eventi  sono la pubblicazione delle foto del corpo di Aylan Kurdi (2 settembre), l’annuncio dei controlli alle frontiere in Germania (13 settembre) e il summit dell’Unione europea per un approccio collaborativo alla crisi (23 settembre).

I risultati? I giornali dell’Europa occidentale sono apparsi appunto più coinvolti con i problemi dei migranti, a partire dalla pubblicazione delle foto del corpo del bambino morto sulla spiaggia turca. Tutte le testate hanno dedicato maggiore spazio alla crisi e l’hanno trattata in modo più dettagliato, tutte, tranne il Frankfurter Allgemeine Zeitung, hanno pubblicato la foto di Aylan Kurdi. In Germania, Italia e Portogallo gli articoli di tema umanitario e tono positivo nei confronti dei migranti sono aumentati di tre volte nel periodo successivo alle foto. Ma in una settimana sono ritornati alle loro posizioni editoriali originali. Il cambiamento insomma, non ha rappresentato una modifica di lungo periodo nell’opinione dei media, ma si è limitato a una reazione emotiva temporanea.

I giornali dell’Europa dell’est e dell’area baltica (Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia e Ucraina) hanno invece dedicato meno spazio alla crisi dei migranti. Solo tre giornali, dei 12 studiati in questo gruppo geografico, hanno pubblicato le foto del bambino, mentre altri hanno criticato la Germania e l’Unione europea per essere “troppo emotive” nei confronti della crisi. Un’eccezione è costituita dal giornale polacco di centro-sinistra Gazeta Wyborcza, che ha pubblicato le foto di Aylan, ma solo a pagina 11 e con il titolo “La foto che ha scosso l’Europa”.

Per quanto riguarda l’orientamento politico, i giornali conservatori sono stati più negativi nei confronti dei migranti, e anche nei confronti dell’Europa e del modo in cui ha trattato la crisi. In Italia, ad esempio, Il Giornale ha pubblicato soprattutto articoli di taglio negativo per tutto il periodo studiato. Anche altri giornali di orientamento conservatore come il Daily Mail o il Telegraph nel Regno Unito, la Frankfurter Allgemeine Zeitung in Germania, Mlada pronta Dnes in Repubblica Ceca e Rzeczpospolita in Polonia sono stati più negativi negli articoli dedicati alle conseguenze della crisi nei propri paesi.

I giornali tendenti a sinistra, invece, come il Guardian, la tedesca Tageszeitung (taz) e La Repubblica in Italia hanno avuto, al contrario, una copertura più positiva e pro-migranti.

«Per quanto riguarda l’Italia – ha detto l’editor del sito italiano dell’Ejo Philip Di Salvo – le scelte dei tre giornali analizzati (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale) rispecchiano la forte polarizzazione politica della stampa italiana, un elemento che tende a farsi ancora più forte in occasione di casi come la crisi dei migranti». Fa eccezione il tabloid tedesco Bild: la sua linea editoriale, tradizionalmente contro migranti, rifugiati e richiedenti asilo, ha visto invece la pubblicazione di un numero importante di articoli simpatetici nei loro confronti. Un cambiamento di rotta? No, solo un fattore momentaneo: «già all’inizio di ottobre – ha spiegato Tina Bettels-Schwabbauer, editor del sito tedesco dell’Ejo – i titoli della Bild sono tornati a riflettere le posizione più tipiche del giornale».

0915merkel01Il secondo evento studiato, l’introduzione di controlli ai confini tedeschi, ha a sua volta diviso i punti di vista dei giornali. Nel Regno Unito gli articoli negativi, dedicati a come le autorità dell’Unione europea hanno affrontato la crisi e la capacità degli Stati membri di collaborare per risolverla, sono aumentati. Lo stesso è accaduto in Polonia e Repubblica Ceca, paesi critici nei confronti delle posizioni assunte dalla cancelliera Merkel e contrari alla sua proposta per una condivisione delle quote di migranti.

Per quanto riguarda poi il terzo evento analizzato, il summit europeo del 23 settembre, tutti i giornali analizzati hanno pubblicato meno articoli positivi nelle tre aree analizzate (umanitaria, nazionale e policy). La maggior parte delle testate (38 edizioni sulle 48 pubblicate in due giorni dai 12 giornali) ha pubblicato tra zero e quattro articoli al giorno nell’ultimo periodo studiato (24 e 25 settembre), una diminuzione che oscilla tra il 50 e l’80% per i giornali occidentali rispetto al periodo subito successivo alla pubblicazione delle foto di Aylan. Nuovi temi, come lo scandalo delle emissioni Volkswagen, si stavano affacciando alle prime pagine dei giornali, contribuendo a ridurre la copertura sui migranti.

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