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Come si informano gli “over”? I social, le app e le notizie per chi ha più di 65 anni

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Su quale device o, come si sarebbe detto un tempo, su quale apparecchio leggerò oggi il mio quotidiano? Con quale tipo di abbonamento comprerò le news? E in che modo tutto ciò garantirà il lavoro ai giornalisti che le scrivono? L’uso del digitale ha ormai cambiato le nostre abitudini in termini di fruizione delle informazioni, ma non tutti i lettori “corrono” allo stesso modo. Se consideriamo ad esempio gli anziani, vediamo che solo una minima parte, per la precisione il 7% degli over 65 italiani, utilizza i social network, canale di accesso primario all’informazione.

È quanto riportano i ricercatori del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale di Milano-Bicocca, coordinati da Emanuela Sala e sostenuti da Fondazione Cariplo che hanno presentato il 13 gennaio uno studio condotto nell’ambito del progetto Ageing in a Networked Society, dal quale risulta appunto che solo il 7% degli ultra sessantacinquenni italiani utilizza i social, meno della metà rispetto alla media europea, dove i social sono utilizzati in media dal 16% (su un campione di oltre 32mila europei, fonte dati Eurostat Community Statistics on Information Societies). Il dato è comunque in crescita se consideriamo che nel 2013 ad accedere ai social network era solo il 3% degli over 65. La ricerca spiega non solo il rapporto degli anziani italiani ed europei con le nuove tecnologie, ma racconta anche quali siano le app preferite dagli anziani e quanto l’utilizzo dei social incida sulle loro relazioni sociali.

Quali sono le app più utilizzate dagli anziani?

La preferita è WhatsApp che si aggiudica il primato con il 52% del tempo totale passato sullo smartphone; seguono Facebook (36%), YouTube (10%) e per finire LinkedIn (1%) ed Instagram (1%). I social network servono quindi proprio per aumentare la socialità, le relazioni e le interazioni tra gli utenti.

Per studiare modalità e tempi di utilizzo delle nuove tecnologie, è stata installata una app di monitoraggio direttamente sugli smartphone di 30 volontari dell’associazione AUSER di Monza e Brianza di età compresa fra i 65 e 75 anni. L’analisi dei dati così raccolti ha rivelato che ogni partecipante accede allo smartphone 127 volte al giorno per un totale di un’ora ed 8 minuti. Nell’arco di un mese i partecipanti passano sullo smartphone, complessivamente, 35 ore in media; tuttavia il tempo medio di permanenza sul telefono, ogni volta che vi accedono, è di 32 secondi.
Orari preferiti per connettersi? Il picco è alle 8 del mattino e alle 8 della sera. Questi dati sembrano suggerire che lo smartphone è la prima cosa che i partecipanti controllano appena svegli e l’ultima prima di andare a dormire

Dal punto di vista del mercato giornalistico i social possono essere una chiave per entrare in contatto con il pubblico più anziano, che è quello più fedele alla lettura dei giornali. I dati Audipress evidenziano infatti che la maggioranza (43,7%) di chi legge i quotidiani appartiene alla fascia di età over 55 e anche i settimanali sono letti per la maggior parte (46,8%) dal pubblico più maturo (mentre invece per quanto riguarda i mensili la parte del leone è la fa la categoria 35-54 anni con oltre il 39,6% del pubblico).

I ricercatori hanno anche studiato quanto l’utilizzo di queste nuove tecnologie possa aiutare a combattere la solitudine e a mantenere integre le funzioni cognitive. Questo aspetto è stato al centro di un esperimento sociale (condotto dalla Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso in collaborazione con i ricercatori di Milano-Bicocca) al quale hanno partecipato quasi 150 anziani. L’analisi preliminare dei dati ha rivelato che chi ha utilizzato lo smartphone per due mesi (la durata dell’esperimento) non ha riportato miglioramenti significativamente diversi da coloro che sono stati impegnati in attività di socializzazione tradizionali.

[Infografiche Audipress]

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