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Classifica della libertà di stampa

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Dopo le cosiddette Primavere arabe e gli altri movimenti di protesta che hanno causato molti “saliscendi” nella classifica dello scorso anno, la Classifica della Libertà di Stampa 2013 di Reporter senza frontiere segna un “ritorno alla normalità”.

La posizione in classifica di molti Paesi non è più attribuibile ai considerevoli sviluppi politici. La classifica di quest’anno rappresenta una più attenta riflessione degli atteggiamenti e delle intenzioni dei governi nei confronti della libertà degli organi di informazione a medio e lungo termine.

Gli stessi tre Paesi europei che guidavano la classifica lo scorso anno, detengono le prime tre posizioni anche quest’anno. Per il terzo anno consecutivo, la Finlandia si è distinta come il Paese che più rispetta la libertà di informazione. È seguita da Olanda e Norvegia.

Nonostante siano stati considerati molti criteri, che vanno dalle legislazioni in materia degli Stati alla violenza contro i giornalisti, i Paesi democratici occupano la testa della classifica, mentre quelli dittatoriali occupano le ultime tre posizioni. Questo triste primato va nuovamente agli stessi tre del 2012: Turkmenistan, Corea del Nord e Eritrea.

“La Classifica della Libertà di Stampa 2013 pubblicata da Reporter senza frontiere non prende in considerazione diretta il tipo di sistema politico; risulta chiaro tuttavia che le democrazie offrono una migliore protezione alla libertà al fine di produrre e far circolare notizie e informazioni accurate, rispetto ai Paesi dove i diritti umani vengono spesso sbeffeggiati”, ha dichiarato il segretario generale di RSF Christophe Deloire.

In Europa, segnaliamo il 57° posto dell’Italia preceduta dall’Ungheria (56, -16) paese segnato dalle recenti riforme legislative che hanno avuto un impatto notevole sul lavoro dei giornalisti.

Crollo anche della Grecia (84°, -14) dove la situazione di crisi economica si accompagna alla preoccupante crisi sociale e professionale anche per i suoi giornalisti, che per il rapporto di Rsf risultano esposti alla condanna pubblica e alla violenza sia dei gruppi estremisti che della polizia.

Risulta invece la Turchia (154, -6) attualmente la più grande prigione al mondo per i giornalisti, soprattutto per coloro che esprimono opinioni critiche nei confronti delle autorità in merito alla questione curda e quindi spesso sospetti di terrorismo.

 

Il report generale e la classifica della libertà di stampa 2013 possono essere consultati sul sito di Rsf: http://rsfitalia.org/2013/01/30/rsf-la-classifica-mondiale-della-liberta-di-stampa-2013/

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