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Cinque nuovi media da conoscere in Medio Oriente

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cinq3_545bis_ytIl mondo arabo sta vivendo un’effervescenza speciale in un contesto che continua ad accogliere nuovi progetti multimediali dal Marocco alla Libia attraverso la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, il Libano, la Giordania e la Siria. Da due anni il fondo Ebticar dell’Unione europea sostiene – attraverso l’agenzia per la cooperazione dei media CFI – 19 di queste iniziative innovative selezionate in seguito a due inviti a presentare progetti. Per il loro secondo incontro annuale i vincitori Ebticar si sono riuniti ad Ammam il 27 e 28 gennaio scorsi.
Radio M, che fa parte dei progetti sostenuti, ha partecipato all’evento e ha segnalato all’Huffington Post Algeria una piccola selezione di questi nuovi mezzi di comunicazione da seguire.

1. La piattaforma video “Diari della rivoluzione in Siria”
Dal 2012, il progetto “Nuove Voci siriane” sostiene giovani siriani e siriane che filmano con coraggio la loro quotidianità: Amer a Damasco, Hassan a Duma, Sana ad Aleppo, Majid a Rityan Osama in esilio a Gaziantep (Turchia) e Judi al confine con il Libano.
«Per quattro anni, 180 video sono stati pubblicati per documentare la memoria della guerra», dice Caroline Donati, 46 anni, che ha avviato il progetto.
Attualmente in onda su Arte e Mediapart, “Nuove voci siriane” NVS adotterà a breve una nuova piattaforma, in fase di sviluppo, completamente ridisegnata sotto la direzione dello studio multimediale SmallBang, nuovo partner di NVS, ha detto Caroline Donati durante il meeting Ebticar di Amman.

2. La rivista culturale egiziana “Taralbahr” ad Alessandria
Lanciata nel mese di novembre, la rivista online araba “Taralbahr” racconta la vita quotidiana della città di Alessandria dal punto di vista artistico e culturale.
«Si tratta dell’evoluzione della città, i cambiamenti dei quartieri, l’attualità della scena artistica, etc.», spiega Kholoud Said Amer, 30 anni, che si occupa della parte editoriale all’interno del gruppo di sei persone che formano la redazione – giornalisti, designer, sviluppatori – tutti volontari.
In uno di questi ultimi scritti, la ragazza descrive la trasformazione degli spazi per il tempo libero e le uscite ad Alessandria. «Attraverso un taglio molto personale, racconto le trasformazioni delle abitudini del venerdì mattina rispetto alla mia infanzia, l’adolescenza, la rivoluzione ed ora», ha detto Kholoud Said Amer in occasione della riunione Ebticar di Amman.

3. La piattaforma di fotografie “Frame” a Beirut
Nata dal desiderio di “documentare Beirut” e i suoi rapidi cambiamenti “riunendo la sua gente” all’interno di una città frammentata e divisa, la piattaforma di foto “Frame” è nata nel 2013, dice Ali Sayed , 33 anni, co-fondatore del progetto con Maroun Sfeir. «Il nostro primo evento è stata l’organizzazione di una fotomaratona a Beirut nel luglio 2013». Per 12 ore, più di 80 fotografi hanno girato per la città per fare delle istantanee sui temi scelti, che sono stati poi caricate sulla piattaforma.

4. Il sito di blogger di lingua araba “Arablog” in Medio Oriente
In linea con Mondoblog e Libyablog due piattaforme blogger avviate da Ziad Maalouf, conduttore del programma “Il laboratorio dei media” su Radio France International (RFI), e sviluppato dal gruppo France Media monde (RFI, France 24 e MCD), Arablog riunisce dal luglio 2014 i blogger del mondo arabo.
«Il sito ha ora 250 blog» dice Raja Yahyaoui, la moderatrice della piattaforma che accompagna i blogger da Tunisi. Tra loro ci sono diversi blogger algerini, come Zine Ghebouli e Anouar Rahmani.
«Arablog contribuisce ad aumentare il contenuto in arabo a livello internazionale e a migliorare il livello dei blogger nel mondo arabo», sottolinea la giovane. Oltre ai suggerimenti e tutorial regolarmente inviati ai blogger selezionati dopo una selezione, un corso di formazione di sei giorni è stato organizzato nel dicembre 2014 a Tunisi con trenta arabloggers.

Articolo ripreso da Babelmed vai al sito
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5. La piattaforma musicale Mideast Tunes e podcast Alternative Radio
La musica come arma per il cambiamento sociale. Questo è il motto della piattaforma musicale Mideast Tunes che riunisce fin dalla sua nascita nel 2010 oltre 8.000 titoli di 1.500 band e musicisti alternativi del Medio Oriente e Nord Africa.
«Dopo aver dato visibilità alle opere, ci siamo detti perché non far conoscere l’artista» dice Abir Ghattas, 28 anni, co-fondatore del progetto. E così è nata Radio Mideastunes.
«La piattaforma lanciata a novembre 2015 distribuisce i podcast di radio alternative come il nostro programma radiofonico “Off Tunes” che realizziamo in libanese e giordano con artisti della regione» spiega ancora Abir Ghattas.

Nejma Rondeleux

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