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Ciavardini: dodici anni in Iran, per uno sguardo dall’interno

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Con occhio da antropologa, ma con il cuore di chi racconta quella che è stata casa sua per dodici anni, Tiziana Ciavardini ci accompagna attraverso un percorso pubblico e privato nell’Iran di oggi. Ti racconto l’Iran, i miei anni in terra di Persia (Armando Editore, qui un estratto del volume) è prima di tutto una lunga lettera d’amore, con la quale l’autrice vuole condividere la sua passione per questo – ancora in gran parte ignoto – Paese.

Antropologa culturale e giornalista, Tiziana Ciavardini (g ospite del Caffé dei Giornalisti) ha percorso molta strada, prima di arrivare in terra di Persia. Docente alla Sapienza e all’Università Cinese di Hong Kong, ricercatrice tra i tagliatori di teste del Borneo, viaggiatrice in Medio Oriente, Estremo Oriente e Sud Est Asiatico. I suoi articoli sono stati tradotti e pubblicati sui maggiori quotidiani iraniani.

Per raccontare l’Iran ha deciso di cominciare… dall’inizio, e cioè dal Capodanno, “porta” per entrare nella vita delle famiglie iraniane e per capirne le tradizioni più profonde. Che non si legano alle festività islamiche, ma a quelle di epoche precedenti. Infatti il Nawruz, il Capodanno, secondo la tradizione mitologica iraniana risale a quindicimila anni fa e viene festeggiato anche in Turchia, Albania e in alcune repubbliche ex sovietiche. Comprendere il significato di questi riti permette di capire meglio anche il senso di appartenenza, di coralità, di comunione che lega gli iraniani tramite le ricorrenze tradizionali.

Non si può parlare di Iran, però, senza dedicare spazio alle sue donne e alla questione femminile. «Se è vero che in Iran i principali ostacoli che, a livello politico e giuridico, si interpongono all’affermazione e all’affrancamento della condizione femminile, sono eretti in nome della religione – scrive – è anche vero che questi ostacoli sono riconducibili in primo luogo a una struttura mentale e sociale che a tale rivoluzione è preesistente e che può essere identificata con il concetto di “cultura patriarcale”». Una cultura che si scontra, oggi, con una società giovane, aperta al mondo e alle nuove tecnologie. Il velo simboleggia l’imposizione per antonomasia, al centro di battaglie e sfide di vario tipo, come quella lanciata qualche anno fa dalla giornalista e attivista Masih Alinejad che invitava le donne a postare sul web la loro foto senza velo. La questione femminile non si esaurisce ovviamente qui, ma copre «gesti ed episodi che per noi donne occidentali sono del tutto scontati e assimilati da sempre alla nostra cultura, ma che in queste terre diventano fonte di dure battaglie per la parità», come il divieto di andare allo stadio e assistere a eventi sportivi. O nella costruzione di «una “vita parallela e alternativa” in cui ci si rifugia nella propria sfera privata per poter esprimere quella libertà sociale fortemente inibita». Così l’autrice racconta come l’atmosfera repressiva sia alimentata continuamente dalla paura (di sbagliare qualcosa, di essere spiati, controllati, come accaduto a un suo amico bibliotecario, poi arrestato e torturato). Una nuova coercizione è poi quella legata all’uso del web: in Iran è considerato illecito l’accesso libero ai social network, anche se lo stesso presidente Rouhani possiede due account Facebook a Twitter (in inglese e in farsi). Anche la musica è sottoposta a limitazioni: suonare nell’illegalità di una cantina o di un garage è la norma, per i giovani iraniani. Che dire, poi, dell’omosessualità, considerata una malattia e come tale bisognosa di essere curata? Il popolo sente il peso di tutte queste restrizioni e delle sfide che lo attendono, tra crisi economica, sanzioni americane, inflazione.

È questo il momento per una nuova sollevazione? Forse no: le idee non sono chiare su quel che si desidera per il prossimo futuro e «il problema principale è la mancanza di un’alternativa in grado di sostituire il regime teocratico». Altri viaggi e altri racconti attendono Tiziana Ciavardini, la “febbre persiana” per lei non sembra destinata a scendere.

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