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Professione giornalista

Sono entrate a far parte delle abitudini di consumo degli italiani. Per alcuni, addirittura, sono un vero e proprio oggetto di culto. Hanno suscitato l’attenzione anche dei critici più esigenti. Le serie tv ormai occupano un ruolo fondamentale nell’offerta televisiva di intrattenimento.

C’è ancora bisogno dei corrispondenti esteri? È la domanda attorno cui si è svolta la terza sessione del convegno internazionale “Il giornalismo nell’era multimediale: costruire un nuovo rapporto di fiducia” a cura dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU/UER).

Il mio primo vero incontro con Quirico è stato dalle pagine dei giornali. L’inviato da Parigi era nel frattempo diventato un reporter in prima linea per le pagine de La Stampa con pagine attiranti, meravigliose, foto in parole di paesi lontani. Mi accingevo sempre a leggere i suoi pezzi, affascinata; anche un po’ incantata…

Si chiama “Nessun dorma” la prima web radio europea dedicata all’informazione sulla ‘ndrangheta. A volerla e a concepirla sono stati i giovani dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta. Le trasmissioni inizieranno a novembre e si concentreranno sul giornalismo d’inchiesta e su quello partecipato. 

“Per un nuovo senso del noi”: questo il tema della 4th International Conference of Sociodrama tenutasi a settembre sul lago d’Iseo. Da tutto il mondo, per condividere esperienze, workshop e spettacoli. In linea con lo spirito della comunicazione e del dialogo che sottende al Caffè dei Giornalisti, ecco il report della nostra Presidente.

Scade il 1 novembre l’ICE sulla liberta di informazione e pluralismo in Unione Europea, per una legge europea per proteggere la libertà dell’informazione in tutto il continente, garantendo l’indipendenza dei media da interessi politici ed economici.

È con grande gioia che il Caffè dei Giornalisti accoglie la notizia della liberazione di Domenico Quirico, inviato de La Stampa rapito 5 mesi fa in Siria. “È stata una terribile esperienza – ha dichiarato al telefono con il direttore de “La Stampa” Mario Calabresi – ma sai qual è la mia idea del giornalismo: bisogna andare dove la gente soffre e ogni tanto ci tocca soffrire come loro…”