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Professione giornalista

Sul giornalismo, sulla libertà di stampa in Italia e sui nuovi media: le tre domande poste a Michele Coppola, Assessore regionale alla Cultura.    

Noi del Caffè l’abbiamo chiesto a dei grandi nomi del giornalismo di oggi durante l’ultima Fiera del Libro di Torino. Eccovi la seconda parte delle risposte. Raccolte per noi da Nadia Redoglia.

La guerra non deve parlare tramite prodotti amatoriali dei soldati che spesso hanno fatto emergere gli aspetti più atroci e barbarici dei conflitti. La NATO ritiene che tali documentazioni specie se riguardanti le operazioni militari possano essere compromettenti e strumentalizzabili. Da qui il divieto per le truppe in Afghanistan di scattare foto o girare video se non in circostanze autorizzate.Qui l’articolo su ArticoloTre

Ovvero come i “potenti” li utilizzano per confermare e accrescere il proprio potere. Il 23 maggio se ne è parlato a Milano in una tavola rotonda organizzata da ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) e IULM (Università di comunicazione e lingue), in occasione dell’uscita del quaderno speciale di Limes.

Noi del Caffè l’abbiamo chiesto durante l’ultima Fiera del Libro di Torino a grandi nomi del giornalismo di oggi. Per alcuni è libertà, per altri condivisione: ma l’informazione dei nostri giorni è anche fretta, passione, espressione della civiltà di un popolo; è stare in trincea a raccontare, cercare la verità, con accuratezza, professionalità. E il giornalista? A voi dedurlo dalle risposte raccolte per noi da Nadia Redoglia.

Elizabeth “Lee” Miller (1907- 1977) fu tante cose: modella e musa per diversi pittori e artisti tra cui Cocteau e Picasso, ma specialmente per il surrealista Man Ray di cui fu amante e discepola, (avete presenti anche solo quelle labbra fluttuanti, ne Les amoureaux di Man Ray? Sono le labbra di Lee); ritrattista di personaggi famosi: uno per tutti, Charlie Chaplin; ma, soprattutto, una straordinaria fotografa e giornalista di guerra.

“Ho scelto e sono stato scelto dal giornalismo. Non è solo questione di vocazione” così Alberto Sinigaglia, Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, spiega l’origine di una carriera che lo ha portato a lavorare, giovanissimo, prima nei periodici Mondadori e poi, dal 1970, alla Stampa dove ha iniziato come redattore politico, ma anche collaborando alla Terza pagina e alle pagine dei libri.