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Professione giornalista

Di giornalismo investigativo fu Joseph Pulitzer a parlarne per primo, a metà dell’800. E a ricordarlo sono, nello storico palazzo bolognese Re Enzo, Carlo Bonini e Conchita Sannino, che d’inchiesta sono maestri e ne parlano a Repubblica delle Idee, il festival di Repubblica che si è tenuto dal 14 al 17 giugno a Bologna.

Mai come ora giornali e giornalisti hanno bisogno di incontrare e conoscere i propri lettori. Scendere in piazza, avvicinarsi al pubblico e dialogare, cercando di riadattare il rapporto con la propria “community”  per affrontare il cambiamento dell’informazione e dello stesso giornalismo. Questo è quello che hanno fatto le grandi firme di Repubblica.

“L’illustratore è un professionista, il suo lavoro è fatto di processi logici non solo talento”, esordisce Emiliano Ponzi.Quando riceve un articolo per il quale deve creare un’illustrazione, il primo passo è lo studio, l’analisi della notizia, del contesto.

L’evoluzione dal cartaceo al web, nelle parole di Stefano Cipolla, responsabile grafico a Repubblica (per R7, Rsera ed R2) e dall’impaginazione di un giornale di qualche tempo fa le cui parole occupavano la maggioranza dello spazio a quella in cui le immagini diventano protagoniste delle prime pagine. Le sue parole in tre domande.  

In occasione di Rio+20, la conferenza dell’Onu sull’ambiente presente a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno 2012, ecco l’appello dei giornalisti ambientali alle testate e ai media: fare una rete informativa su questi argomenti superando la tentazione del “sensazionalismo” e offrendo un’informazione ambientale costante, responsabile e di qualità, e che vada oltre la cronaca di un incontro internazionale.

Sul giornalismo, sulla libertà di stampa in Italia e sui nuovi media: le tre domande poste a Michele Coppola, Assessore regionale alla Cultura.    

Noi del Caffè l’abbiamo chiesto a dei grandi nomi del giornalismo di oggi durante l’ultima Fiera del Libro di Torino. Eccovi la seconda parte delle risposte. Raccolte per noi da Nadia Redoglia.