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Professione giornalista

È morto il 6 gennaio 2013 all’età di 83 anni Enrique Meneses, fotogiornalista spagnolo. Fu conosciuto soprattutto per essere stato il primo reporter straniero ad aver ritratto e pubblicato le immagini di Ernesto Che Guevara e Fidel Castro nella Sierra Maestra, scattate durante la Rivoluzione cubana. Fino alla sua morte ha continuato a scrivere e credere nel cambiamento nella professione del giornalista.

Abbiamo incontrato a Torino, Javier Marìas, l’ostinato e pacato giornalista e scrittore che insieme ai suoi colleghi ha protestato contro i licenziamenti di circa un terzo dell’organico del quotidiano di Madrid El Paìs e che ultimamente ha rifiutato il Premio nacional de narrativa, uno dei più importanti premi letterari che lo stato spagnolo conferisce ai suoi scrittori insieme a un assegno di 20mila euro.

In un momento di bilanci da fine anno, è importante diffondere il discorso del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino che il 23 dicembre ha introdotto la conferenza stampa di Mario Monti. Un discorso che espone alla nostra attenzione una legge varata e ancora non pubblicata sull’equo compenso ai giornalisti e il tema delle pene per la diffamazione.

Il Rapporto sulla professione giornalistica in Italia del Lsdi (Libertà di stampa e diritto all’informazione) offre uno spaccato sul mondo del giornalismo, sulle tendenze della professione in Italia e offre spunti per riflessioni sulle prospettive future.Riportiamo il rapporto completo.   

Nel convegno “Linguaggi pop e decisioni hard. La comunicazione politica in tempi di crisi” tenutosi a Torino presso il Campus Einaudi da giovedì 13 a sabato 15 dicembre 2012 il tema Twitter, le elezioni e  la comunicazione politica ha scaldato gli animi, anche se meno rispetto al fenomeno dei “Grillini”.

Si è concluso sabato 15 dicembre il convegno annuale dell’Associazione italiana di comunicazione politica intitolato “Linguaggi pop e decisioni hard. La comunicazione politica in tempi di crisi”. Per l’occasione si sono radunati studiosi da tutta Italia e dall’estero, che hanno dibattuto soprattutto su Twitter e i partiti nati sul web.

Voleva essere Jim Gannon, Giorgio Levi, ma in realtà il suo inseguimento al leggendario personaggio del cinema americano interpretato da Clark Gable continua ancora oggi.Venerdì 14 dicembre 2012, a Palazzo Ceriana Mayneri, la sala Roccati era gremita di gente curiosa di ascoltare dalla bocca di Levi perchè proprio Jim Gannon.