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Professione giornalista

C’è un aspetto che accomuna i tre “eredi” di Kapuscinski ospiti al Festival di Internazionale: tutti i loro libri nascono da storie vere, ovunque esse si svolgano nel mondo.Che si scriva di Caucaso, di Repubblica Ceca, di ex Jugoslavia o di Africa, i tre giornalisti Wojciech Jagielski, Mariusz Szczygiel, Wojciech Tochman, sono considerati le nuove voci del reportage polacco.

Crisi, creatività, innovazione, ma soprattutto molte domande sul futuro del giornalismo, sulle evoluzioni del mondo dell’informazione e della comunicazione hanno caratterizzato gli eventi che come Caffè abbiamo seguito alla Social media week torinese, dal 24 al 28 settembre.

Le fotografie di Steve McCurry, scattate in Afghanistan negli ultimi 30 anni, sono raccolte nel nuovo album di Reporter senza frontiere “100 foto per la libertà di stampa” pubblicato il 13 settembre. McCurry è conosciuto principalmente per la fotografia “Ragazza afgana”, uno splendido ritratto di Shabat Gula, una giovane donna con il capo coperto di rosso e con profondi occhi verdi.  

Di giornalismo investigativo fu Joseph Pulitzer a parlarne per primo, a metà dell’800. E a ricordarlo sono, nello storico palazzo bolognese Re Enzo, Carlo Bonini e Conchita Sannino, che d’inchiesta sono maestri e ne parlano a Repubblica delle Idee, il festival di Repubblica che si è tenuto dal 14 al 17 giugno a Bologna.

Mai come ora giornali e giornalisti hanno bisogno di incontrare e conoscere i propri lettori. Scendere in piazza, avvicinarsi al pubblico e dialogare, cercando di riadattare il rapporto con la propria “community”  per affrontare il cambiamento dell’informazione e dello stesso giornalismo. Questo è quello che hanno fatto le grandi firme di Repubblica.

“L’illustratore è un professionista, il suo lavoro è fatto di processi logici non solo talento”, esordisce Emiliano Ponzi.Quando riceve un articolo per il quale deve creare un’illustrazione, il primo passo è lo studio, l’analisi della notizia, del contesto.

L’evoluzione dal cartaceo al web, nelle parole di Stefano Cipolla, responsabile grafico a Repubblica (per R7, Rsera ed R2) e dall’impaginazione di un giornale di qualche tempo fa le cui parole occupavano la maggioranza dello spazio a quella in cui le immagini diventano protagoniste delle prime pagine. Le sue parole in tre domande.