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Libertà di stampa

“L’Italia è uno stato democratico e come tale garantisce i diritti umani fondamentali. Tra questi la libertà di informazione. Ma quanto si può definire libera l’informazione in un Paese dove praticamente ogni giorno un giornalista viene minacciato perché prova a fare il suo lavoro?”

3 maggio 2013. Dopo la festa del lavoro (che non c’è), il 1° maggio, oggi tocca alla Giornata mondiale della libertà di stampa, anche questa messa così e così: nella classifica stilata da Reporter senza frontiere, l’Italia risulta al 57° posto su 179 per la libertà di informazione.

La Maison des journalistes, immaginata e realizzata da Danièle Ohayon e Philippe Spinau, ha aperto le porte nel maggio 2002, a Bobigny e, nel dicembre 2003, si è installata nella sua sede definitiva a Parigi, al n. 35 di rue Cauchy, nella XV circoscrizione. Il suo giornale on line, l’Oeil de l’exilé permette agli ospiti di riprendere in mano carta e penna, microfono e telecamera. 

La classifica sulla libertà di stampa che Reporter senza Frontiere pubblica ogni anno misura il livello di libertà di informazione presente in 179 paesi. Riflette il grado di libertà di cui godono giornalisti, agenzie di stampa e cibercittadini in ognuno di questi paesi, e le azioni delle autorità per rispettare e assicurare il rispetto di tale libertà.

Speranze deluse sopo la primavera: Reporter senza frontiere pubblica la classifica della libertà di stampa e lancia l’indicatore per la libertà dei media. Finlandia, Olanda e Norvegia i paesi che detengono anche quest’anno le prime posizioni. Turkmenistan, Corea del Nord e Eritrea, le ultime.

Tema complesso quello della libertà di stampa in Cina, e l’occasione per parlarne è l’uscita del libro di Emma Lupano, giornalista, scrittrice e sinologa, che nel suo “Ho servito il popolo cinese. Media e potere nella Cina di oggi” analizza i media – stampa, tv, blog e Twitter – in Cina dai tempi di Mao a oggi e racconta la sua esperienza da giornalista straniera al “Quotidiano del popolo” di Pechino. 

2 giugno 1946: i cittadini italiani scelsero la forma dello stato repubblicano ed elessero anche i componenti dell’Assemblea costituente per una nuova carta costituzionale.