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Libertà di stampa

La Maison des journalistes, immaginata e realizzata da Danièle Ohayon e Philippe Spinau, ha aperto le porte nel maggio 2002, a Bobigny e, nel dicembre 2003, si è installata nella sua sede definitiva a Parigi, al n. 35 di rue Cauchy, nella XV circoscrizione. Il suo giornale on line, l’Oeil de l’exilé permette agli ospiti di riprendere in mano carta e penna, microfono e telecamera. 

La classifica sulla libertà di stampa che Reporter senza Frontiere pubblica ogni anno misura il livello di libertà di informazione presente in 179 paesi. Riflette il grado di libertà di cui godono giornalisti, agenzie di stampa e cibercittadini in ognuno di questi paesi, e le azioni delle autorità per rispettare e assicurare il rispetto di tale libertà.

Speranze deluse sopo la primavera: Reporter senza frontiere pubblica la classifica della libertà di stampa e lancia l’indicatore per la libertà dei media. Finlandia, Olanda e Norvegia i paesi che detengono anche quest’anno le prime posizioni. Turkmenistan, Corea del Nord e Eritrea, le ultime.

Tema complesso quello della libertà di stampa in Cina, e l’occasione per parlarne è l’uscita del libro di Emma Lupano, giornalista, scrittrice e sinologa, che nel suo “Ho servito il popolo cinese. Media e potere nella Cina di oggi” analizza i media – stampa, tv, blog e Twitter – in Cina dai tempi di Mao a oggi e racconta la sua esperienza da giornalista straniera al “Quotidiano del popolo” di Pechino. 

2 giugno 1946: i cittadini italiani scelsero la forma dello stato repubblicano ed elessero anche i componenti dell’Assemblea costituente per una nuova carta costituzionale.

Cassandra Stagner e Wil Granaderos, due studenti di cinema presso la Western Michigan University, hanno vinto il concorso “For press freedom” (per la libertà di stampa) sponsorizzato dalla CNN, daReporter Without Borders Usa e dalla Fondazione Ford.

Si festeggia il 3 maggio la giornata mondiale della libertà di stampa, istituita 21 anni fa (3 maggio 1991) dall’Unesco, nasce dalla visione di un gruppo di giornalisti riuniti a Windhoek, in Namibia. La Dichiarazione di Windhoek è stata una “chiamata alle armi” per proteggere i principi fondamentali della libertà di espressione sancita dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.