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Caselli e Marino a casa del Caffè

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Da “caffè virtuale” a luogo di incontro, confronto e discussione per i professionisti dell’informazione: il Caffè dei Giornalisti ha inaugurato la collaborazione con il Circolo della Stampa – Sporting sabato 16 aprile ospitando la tappa torinese del tour di presentazione del libro «Un marziano a Roma» di Ignazio Marino, ex sindaco della capitale.
Nella storica sede del Circolo della Stampa a Palazzo Ceriana Mayneri, spazio rinnovato per siglare la partnership con il Caffè, l’ex magistrato Gian Carlo Caselli ha introdotto l’ospite, che conosce dai tempi in cui era Procuratore della Repubblica a Palermo, evidenziando la sua «trasparenza» in contrasto con la «fabbrica degli sprechi» romana.
«Fin dalla copertina nella scelta dei caratteri c’è un’identificazione grafica tra ‘Marino’ e Roma’». Ma a differenza di Kunt, il marziano dell’omonima farsa di Ennio Flaiano, che «attratto dalla romanità, diventa un pezzo del paesaggio urbano di cui ci si può disinteressare», a Marino capita tutto il contrario: si trasforma ben presto in un ostacolo, «che non permette più di fare affari indistintamente».

Caselli ha ripetutamente sottolineato che a Marino va «il merito di aver perseguito interessi di carattere generale». Si è parlato, ad esempio, della bonifica di Ostia – intervento che ha sovvertito le regole dei clan mafiosi –, dell’allontanamento dei camion bar dal Colosseo, del capovolgimento delle logiche clientelari. Azioni che hanno inevitabilmente scontentato ben più di una persona.
Per Caselli, l’ex sindaco avrebbe suscitato i furori degli inquilini che affittavano a prezzi stracciati appartamenti di prestigio, dei costruttori che cavalcavano il progetto di urbanizzazione forsennata ai danni dell’agro romano, della Curia romana, turbata dall’iniziativa dell’inserimento delle coppie gay nel registro dei matrimoni.
«Non credo ci sia stata una Santa Allenza», ha spiegato Caselli, «ma una concomitanza di interessi».

E dunque per adombrare l’immagine di affidabilità rivendicata dall’allora sindaco lo scandalo della Panda rossa sarebbe stato gonfiato «come la rana di La Fontaine».
Per continuare poi con la polemica sulla sua presenza a Philadelphia all’incontro mondiale delle famiglie durante il viaggio pastorale del Papa: Marino aveva già replicato alle accuse sostenendo di essere stato invitato dal sindaco di Philadeplhia e dal vescovo e recentemente ha avuto modo di chiarire con il Santo Padre in un incontro privato, al termine del quale è stato scortato dalle guardie papali in bicicletta. Così ha commentato Caselli: «Vivo con la scorta dal ’74. Ma la scorta in bici delle guardie vaticane è un privilegio che ha avuto solo Marino!»

Ignazio Marino, presa la parola, in un lungo intervento ha argomentato le ragioni che lo hanno portato a scrivere «Un marziano a Roma» con una battuta: «Sono convinto, come dicevo ai miei studenti, che per diventare esperto di qualcosa devi scriverne». Solo premurandosi di verificare le fonti e la correttezza dei dati, infatti, ci si può dire inattaccabili.
«Il libro contiene aneddoti e situazioni, ma cerco di spiegare la storia dalla fine della seconda Guerra Mondiale a oggi nella nostra capitale».

Cita alcune delle sue iniziative più contestate – di cui parla diffusamente nel libro – cominciando dalla rimozione dei camion bar dal Colosseo, che gli è valsa una causa per abuso d’ufficio («ma non sarebbe bello che i romani potessero avere sempre i Fori imperiali nelle stesse condizioni in cui li ha visitati Obama?»), alla chiusura della discarica di Malagrotta («grande come 350 stadi olimpici»), alla mancanza di un database degli immobili a Roma – patrimonio ad oggi stimato in 40 mila beni immobiliari – («non è ridicolo che per un palazzo al centro dei fori imperiali si paghino 12 euro di affitto all’anno?!») fino alla manutenzione ordinaria.

E dopo un sospiro ammette: «Ho fatto degli errori. È perché non sono un politico di professione. Come chirurgo non li avrei commessi». Il primo fra tutti essersi disinteressato durante la campagna elettorale del 2013 dei candidati del Partito Democratico a suo sostegno per il Consiglio comunale. «Se li avessi conosciuti avrei capito che molti di loro la passione per il cambiamento non l’avevano».
È proprio questo il nodo cruciale: il progetto di trasformazione di Roma, visione di rinnovamento nella mente di Marino, non è stata un’utopia condivisa.

Rosita Ferrato intervista Ignazio Marino (Video)
Ignazio Marino a Palazzo Ceriana (video)

Il video integrale della presentazione

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